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Arresti cosca Piromalli: i nomi e le foto. I dettagli e il Video

Reggio Calabria Cronaca
Gli arrestati

Sono stati resi noti i nomi e le foto degli arrestati di questa mattina, ad opera della squadra mobile di Reggio Calabria, del commissariato di Gioia Tauro e dello Sco di Roma, appartenenti alla cosca Piromalli di Gioia Tauro. Si tratta di Girolamo Piromalli, 30 anni; Santo La Rosa, 43 anni; Cosimo Romagnosi, 28 anni; Vincenzo Plateroti, 41 anni; Salvatore Plateroti, 20 anni; Domenico Gulluni, 23 anni; Vincenzo Bonasorta, 40 anni. Sono accusati di estorsione e tentata estorsione con modalità mafiosa. Molti degli affiliati facendosi forza della vicinanza alla cosca Piromalli, hanno estorto agli imprenditori di Gioia Tauro una somma pari a 30.000 euro.

L’indagine ha avuto inizio nell’aprile 2010 con l’esecuzione di attività tecniche che hanno consentito di provare il tentativo di estorsione ai danni di due imprenditori gioiesi. I sette, in concorso tra loro, secondo gli inquirenti sono ritenuti responsabili di aver compiuto "atti idonei diretti in modo equivoco a costringere due imprenditori della Piana di Gioia Tauro, con implicite e reiterate minacce, consistite, tra l'altro, nell'avvalersi delle forza fisica derivante dalla vicinanza alla cosca Piromalli di alcuni di loro, a versare una somma di danaro corrispondente a trentamila euro e, quindi, procurarsi un ingiusto profitto con pari danno per le persone offese". Queste ultime sono un imprenditore che opera nel settore della vendita di autovetture, con autosaloni in diversi centri della provincia reggina, e un altro operatore commerciale impegnato nel settore dei supermercati. La polizia, da tempo, teneva sotto osservazione Piromalli e parte del suo entourage: una condotta la loro che ha insospettivo gli investigatori che hanno poi ottenuto la collaborazione delle vittime. L'inserimento di microspie e di telecamere ha poi consentito di registrare la condotta della gang i cui componenti sono anche accusati di aver inteso agevolare la consorteria Piromalli,soprattutto nella sua articolazione territoriale. L'apparato di registrazione installato dalla polizia ha permesso di "immortalare gli arrestati mentre si recavano presso la sede delle imprese". Inoltre, " attraverso servizi di intercettazione telefonica ed ambientale è stata comprovata la richiesta di pagamento, a titolo estorsivo, di una somma di danaro pari a trentamila euro". Il soggetto di maggiore interesse investigativo è Girolamo Piromalli, già fermato nell'operazione "Cent'anni di Storia", poi uscito dall'indagine per carenza di elementi indiziari. Il giovane è cugino di Giuseppe Piromalli, 64 anni, detto "facciazza", che la polizia ritiene capo dell'omonima cosca.