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“Appalti fuori controllo”, PresaDiretta sulla Salerno Reggio Calabria

Calabria Infrastrutture
Riccardo Iacona

Con “Appalti Fuori Controllo”, lunedì 15 gennaio alle 21.15 su Rai3, torna PresaDiretta con la seconda puntata della stagione. Un’inchiesta sui soldi pubblici per capire se vengono spesi bene e se le “regole del gioco” sono le stesse per tutti.

Centoquindici miliardi di euro sono i soldi che ogni anno vengono spesi in appalti nel nostro paese, quasi il 7% dell’intero Prodotto Interno Lordo. Ma il denaro investito dallo Stato per la costruzione o per la manutenzione di strade, viadotti, ferrovie, viene impiegato come si deve? E con tutti questi soldi riusciamo ad avere strade e ponti sicuri? In Italia solo negli ultimi 4 anni ci sono stati 7 morti e altrettanti feriti a causa di ponti e viadotti crollati. Ma come erano stati progettati, con quali materiali e chi doveva controllare? Insomma cosa non ha funzionato nella filiera delle responsabilità tra enti gestori, aziende costruttrici e stazioni appaltanti?

PresaDiretta ha fatto un viaggio in giro per l’Italia delle opere pubbliche e delle infrastrutture. È stata sulla Salerno Reggio Calabria, l’autostrada di cui il New York Times ha scritto: “Niente incarna i fallimenti dello Stato italiano come la Salerno – Reggio Calabria”, inaugurata dopo 87 anni dall’inizio dei lavori, per capire come mai nel solo tratto calabrese siano state aperte 14 indagini dalle Procure. È stata in Liguria sui cantieri della Tav, Milano-Genova.

PresaDiretta ha raccolto le testimonianze di ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti come Pietro Lunardi e Graziano Delrio. E poi quella dell’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, sul nuovo Codice per gli Appalti.

E ancora, i giornalisti delle nota trasmissione sono andati a vedere quanti soldi vengono sprecati per la poca efficienza o la scarsa preparazione dei tecnici e dei funzionari pubblici. Una ricerca internazionale pubblicata dall'American Economic Review, ha calcolato che la pubblica amministrazione spreca nella gestione degli appalti 30 miliardi di euro, l’87% per incompetenza, il 13% per fenomeni corruttivi.

PresaDiretta è stata in Germania, dove ci sono scuole di alta specializzazione per i funzionari che dovranno maneggiare il denaro pubblico, dove c’è uno degli indici più bassi di corruzione d’Europa e chi sbaglia paga, dove c’è una normativa chiara e le gare sono trasparenti. E i ponti non crollano.

Ma anche in Italia ci sono esempi positivi. A partire dal 2019 le opere pubbliche dovranno essere progettate e realizzate rispettando un sistema di digitalizzazione e modellazione edilizia grazie al quale tutti i dati rilevanti di ogni fase della costruzione saranno conservati e disponibili in formato digitale.

Alcuni esempi virtuosi già ci sono. A Melzo, in provincia di Milano, c’è una scuola elementare costruita rispettando questo nuovo modello e i risultati si vedono: l’impresa privata ha guadagnato di più, l’amministrazione locale ha risparmiato e la collettività ha un'opera di qualità.

Sono sempre più urgenti gli investimenti necessari per formare funzionari pubblici davvero competenti, capaci di gestire una materia complessa e delicata come quella degli appalti.

A un anno e mezzo dall’approvazione del Nuovo Codice degli Appalti, mancano ancora i decreti attuativi. Il numero delle “stazioni appaltanti” e cioè dei soggetti che possono gestire l’appalto per un’opera pubblica, è ancora troppo alto e mancano gli strumenti per la formazione dei funzionari e del personale tecnico.

E intanto con questi ritardi il settore appalti invece di essere un volano per tutta l’economia del paese, arranca.