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Scuola, calano iscritti; più stranieri alle elementari

Calabria Attualità

Le popolazione nelle scuole diminuisce, così nell’anno scolastico i giovani iscritti nelle strutture di diverso ordine e grado sono stati 8.807.146 studenti, 62.273 in meno rispetto all’anno precedente. Quello che rimane costante tuttavia è quella della presenza di bimbi stranieri: il 9,3%, in aumento solo i bambini stranieri nelle scuole primarie, dove si registrano 5.503 iscritti in più. Gli iscritti stranieri sono più presenti nelle regioni del Nord (65,0 per cento) e meno nel Mezzogiorno (12,1). I dati sono contenuti nell'Annuario statistico italiano edizione 2017 pubblicato dall'Istat. Il tasso di scolarità delle persone tra i 14 e i 18 anni, considerando solo gli iscritti alla scuola secondaria di secondo grado, è del 92,8 per cento.

Tuttavia il 50,3 per cento dei giovani diplomati prosegue gli studi all’università al termine degli studi secondari (1,2 punti percentuali in più rispetto all'anno precedente). Il tasso di passaggio all’università è più alto tra le donne (il 55,6 per cento a fronte del 45,0 per cento dei maschi) e nelle regioni del Nord-ovest (54,1 per cento), mentre è più basso nel Sud (47,6) e nelle Isole (43,6). Nell'anno accademico 2015/2016 gli immatricolati sono aumentati del 2,1 per cento rispetto all'anno precedente, ma solo grazie all'incremento di immatricolati ai corsi di primo livello (+4,4 per cento).

Si conferma la maggiore presenza femminile in tutte le tipologie di corso. Per quanto riguarda l'inserimento nel mondo del lavoro, nel 2015 lavora il 45,9 per cento dei diplomati del 2011, mentre il 28,9 per cento studia nei corsi di livello terziario. Lavorano in misura maggiore i diplomati degli istituti professionali (63,0 per cento) e tecnici (58,5 per cento); gli uomini (50,1 per cento) più delle donne (41,6 per cento). Nel 2015, dopo quattro anni dal conseguimento della laurea, lavora il 72,8 per cento dei laureati di primo livello e l'83,1 per cento dei laureati magistrali. Per i dottori di ricerca si registra quasi la piena occupazione: nel 2014 lavora il 91,5 per cento dei dottori del 2010 e il 93,3 per cento dei dottori del 2008.