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L’allarme di Save the Children: “In Italia un bimbo su 10 vive in case fatiscenti”

Calabria Attualità

È allarme povertà per i bambini italiani. È quanto emerge in un rapporto di Save the Children, l'Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro. Secondo l’associazione, infatti, più di un bambino su 10 (l'11,2%) in Italia sta affrontando l'inverno in condizioni di severo disagio abitativo e il 14,8% delle famiglie con bambini non riesce a riscaldare adeguatamente l'abitazione in cui vive. Per questo motivo l’associazione sollecita un intervento straordinario per fronteggiare la grave situazione abitativa che pregiudica la crescita di tanti bambini e adolescenti.

Lo studio va avanti e fotografo lo stile di vita dei bambini che vive in un severo disagio abitativo, si tratta de 15,5%, mentre il 20.3%, più di uno su 5, vive in case con problemi strutturali quali umidità, tracce di muffa alle pareti, soffitti gocciolanti, infissi rotti (media Ue del 17,7%) e il 5,3% in strutture poco luminose. Si parla dunque di famiglie che non riescono a garantire un’adeguata soluzione abitativa ai minori, le stesse famiglie che a causa della povertà e della crisi sono sfrattate dalle proprie abitazioni. Il numero è infatti aumentato, si è passati dal 35.336 nel 2016, a un incremento dell'8%.

“In un paese dove la povertà minorile rappresenta una vera emergenza, tantissimi bambini vivono in alloggi fatiscenti, senza la possibilità di crescere in salute e sicurezza. I dati sul disagio abitativo, già così preoccupanti, sono sottostimati: tengono conto delle sole famiglie con residenza, escludendo quei nuclei con minori in emergenza abitativa che vivono, per esempio, in rifugi di fortuna”, commenta Raffaela Milano, Direttrice dei programmi Italia Europa di Save the Children.

“Sempre più spesso, al Nord come al Sud, nei quartieri più svantaggiati, ci troviamo a fronteggiare, con le associazioni e i servizi sociali territoriali, casi di emergenza abitativa che colpiscono i bambini, con conseguenze molto gravi per la loro salute, il percorso scolastico, la vita familiare. E' indispensabile rafforzare gli strumenti di protezione per scongiurare il ripetersi di queste situazioni”.