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L’associazione Rodari a Montecitorio: per dire basta alla violenza ostetrica

Calabria Salute

L’Associazione Infanzia Adolescenza G. Rodari il 25 novembre a Montecitorio in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Laura Boldrini apre l'Aula di Montecitorio unicamente alle donne. Tra le oltre 1000 donne in Aula, una delegazione di 33, provenienti da tutte le regioni italiane, rappresenterà la violenza ostetrica - il simbolo sarà una rosa - un fenomeno che riguarda l’assistenza e i trattamenti inappropriati e irrispettosi della dignità e integrità psico-fisica in gravidanza, parto, postparto e allattamento.

#Inquantodonna; #Bastatacere; #StopObstetricViolence; #RosesRevolution. Ecco gli hastag da utilizzare in occasione della giornata di sensibilizzazione.

Contrari alle evidenze scientifiche e alle migliori pratiche, questi trattamenti spesso si trasformano in ricordi dolorosi, in traumi, in rifiuto di avere altri figli e nella sfiducia nei confronti del sistema sanitario.

Di recente sono stati pubblicati i primi dati nazionali sul fenomeno della violenza ostetrica, forniti dall’indagine condotta da Doxa e commissionata dall’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia.

Come afferma l’Oms e l’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (Unhchr), l’abuso, la negligenza e la mancanza di rispetto durante il parto ledono i fondamentali diritti umani delle donne, delle bambine e dei bambini, mettendo a rischio la loro vita."

L’articolo 32 della Costituzione recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

“Le donne hanno il diritto di essere informate e di scegliere i trattamenti ai quali essere sottoposte, ed è preciso dovere dell’operatore sanitario fornire informazioni corrette da un punto di vista scientifico e seguire la volontà delle persone che assiste, senza imporre percorsi terapeutici precostituiti. Anche i neonati possono subire effetti negativi, non solo sul piano fisico ma anche su quello emotivo e relazionale. I neonati vengono al mondo con alcune competenze già ben definite e con alcuni bisogni imprescindibili. Qualsiasi elemento che interferisca con questi processi fisiologici può essere dannoso (per esempio la separazione dalla madre o l’uso di detergenti aggressivi che modificano gli odori). Serve subito una rete territoriale di sostegno alla gravidanza e alla genitorialità. E serve informazione e sinergia tra associazioni, cittadini e istituzioni. Bisogna promuovere buone prassi attivando una rete territoriale locale di sostegno alla gravidanza e alla genitorialità e la collaborazione con gli enti territoriali che si occupano di salute materno-infantile. Occorre coinvolgere le donne fin dalla gravidanza e neo mamme attraverso percorsi di salute in continuità e integrazione con i servizi offerti dal territorio. Noi tutte indosseremo una rosa di colore rosa, come le donne che in tutto il mondo manifestano lo stesso giorno contro la violenza ostetrica”.

È quanto afferma Monica Zinno, presidente dell’associazione Infanzia e Adolescenza “G. Rodari”.

L’iniziativa è sostenuta dalle “Mamme alla pari dell’Alto Jonio cosentino, dall’ Associazione Acquamarina di Catanzaro (che opera all’ospedale Pugliese-Ciaccio), da “Mamme alla pari per l’allattamento” di Melito Porto Salvo.