In questa nuova edizione di CN24 tutte le copertine, come la prima pagina e le pagine delle province, si aggiornano automaticamente mostrando le nuove notizie. Inoltre, le categorie come Cronaca, Attualità ecc. sono riordinate in base agli articoli che leggi più spesso.

Tutelare meglio il Parco Nazionale della Sila: la Comunità chiede aiuto ai Carabinieri

Cosenza Attualità

La Comunità del Parco Nazionale della Sila, nel corso di una riunione tenutasi lo scorso 10 ottobre in serata, ha deliberato di richiedere un maggior supporto in termini sia di uomini che di mezzi ai Carabinieri.

"È una domanda - spiega una nota stampa - che non giunge del resto nuova. Il Commissario Straordinario del Parco Nazionale della Sila, la professoressa Sonia Ferrari, unitamente alla Direzione dell’Ente è da mesi che chiede ripetutamente un maggior supporto all’Arma, non ultimo in occasione dell’emergenza incendi di questa ultima estate, ma finora senza riscontri.

Come ha fatto notare il Commissario Straordinario Sonia Ferrari «non è pensabile poter vigilare con così pochi uomini su un Parco che copre ben tre province. È indispensabile che si prenda atto di questa realtà ai vertici dei Carabinieri». Questi ultimi come è noto hanno infatti assorbito il Corpo Forestale, ereditandone le funzioni di contrasto al bracconaggio ed ai reati ambientali in genere, nonché quelle di controllo del territorio.

«Data la vastità della nostra area protetta, quasi 74.000 ettari» - ha ricordato il Presidente della Comunità del Parco, il dott. Nicola Belcastro, motivando la richiesta - «è indispensabile un supporto in termini di uomini e mezzi che sia confacente alle necessità derivanti dal contrasto alle attività criminose e, più in generale, a vigilare sullo stato delle nostre foreste. È impensabile poter mantenere lo stretto controllo che un’area protetta richiede senza una maggiore collaborazione dell’Arma in questo senso».

È noto infatti come a causa del momento di transizione da un corpo all’altro si siano anche di recente vissute delle situazioni di emergenza dovute proprio all’organico sottopotenziato. È necessario di conseguenza riuscire ora a normalizzare la gestione del controllo territoriale grazie appunto all’incremento del personale addetto."