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L’asse Santo Domingo-Italia: fiumi di coca in arrivo via mare e via aerea

Reggio Calabria Cronaca

La base a Roma, i contatti in America Latina: in particolare a Santo Domingo. Con quest’ultimo Paese, grazie a “buoni rapporti” commerciali, alla collaborazione di gente del “posto” stanziale a Rovigo e, anche, di un poliziotto infedele in servizio in un aeroporto, si avviavano dapprima le trattative e si concertavano poi i trasporti - numerosi - di cocaina da far arrivare in Italia, via mare e via aerea.

Dominus dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, tale Mauro De Bernardinis che insieme a due presunti e fidati collaboratori, Fabrizio Bianco e Claudio Chigarelli, avrebbe effettuato numerose importazioni di droga contando, appunto, su un’efficiente rete di narcotrafficanti centroamericani, in grado di garantirgli il costante approvvigionamento.

Questi gli esiti delle indagini che hanno portato oggi all'operazione “La Romana-Fireman”, condotta dal Gico della Guardia di Finanza e dalla narcotici della Mobile di Roma, coordinati dalla Dda, che hanno arrestato 19 persone e sequestrato oltre mezza tonnellata di coca, sia in Italia che all’estero, e accertato almeno 13 episodi di importazioni dello stupefacente.

IL MAXI SEQUESTRO NEL PORTO DI CAGLIARI

Al blitz di oggi si arriva grazie alla confluenza di diverse attività investigative di polizia e fiamme gialle. In una prima fase, gli agenti, tra l’autunno del 2013 e i primi mesi del 2014, individuarono in due degli arrestati di oggi, Marco Turchetta e Mauro De Bernardinis, oltre che in Sandro Zumpano (nel frattempo deceduto), i fornitori di un ingente carico di droga, pari a 35 chili di cocaina, altri 20 di marijuana e 10 di hashish.

Indagando più a fondo, il 26 novembre del 2013 si arrivò ad un clamoroso sequestro nel porto di Cagliari: ovvero di 252 chili di polvere bianca che era nascosta in un container imbarcato su una motonave partita dal porto dominicano di Caucedo e giunta al Porto Canale del capoluogo sardo.

Parallelamente, nell’ottobre 2013, le Autorità domenicane sequestrarono 53 chili di cocaina trovata in un aeromobile in partenza dall’aeroporto internazionale locale de “La Romana” e diretto a Milano-Malpensa e di cui, come dicevamo, sarebbe stato proprio De Bernardis il committente.

Successivamente, a partire dal 2014, la Guardia di Finanza aveva avviato delle investigazioni sullo stesso gruppo criminale, sequestrando nel luglio dello stesso anno, circa 76 chili di cocaina nascosti anch’essi in un aereo proveniente dallo scalo domenicano e giunto a Malpensa.

IL CARICO DESTINATO ALLA COSCA ALVARO

Confrontando entrambe le risultanze investigative delle Fiamme Gialle capitoline con quelle di un’altra complessa indagine del Gico di Catanzaro (diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria) emerse come il carico sequestrato a Malpensa fosse, in parte, destinato a quattro degli arrestarti di oggi: Vincenzo Alvaro, Francesco Forgione, Angelo Romeo e Davide Maria Boncompagni, ritenuti vicini alla potente cosca di ‘ndrangheta degli “Alvaro” di Sinopoli ed in contatto diretto con il broker romano (De Bernardis).

A tal proposito, il Gico di Roma, nel maggio del 2016, catturò Romeo a Milano, allora latitante e ricercato dal maggio dell’anno prima perché sfuggito all’arresto nell’ambito dell’Operazione “Santa Fe”, che aveva permesso di smantellare una cellula ‘ndranghetista che operava nella Piana di Gioia Tauro.

Nell’occasione, Romeo, fermato alla Stazione Centrale del capoluogo lombardo, aveva provato ad evitare nuovamente l’ordine di cattura mostrando dei documenti falsi. Scoperta la sua vera identità, però, i militari, oltre a fermarlo, individuarono anche il suo covo.

L’ASSE SANTO DOMINGO-ITALIA

Le indagini su De Bernardis continuarono fino a rilevare come lo stesso, tramite due dominicani (finiti oggi in arresto), Rony Berroa Telleria e Rosa Angelica Zarzuela Rivas, e residenti a Rovigo, avrebbe intavolato innumerevoli trattative illecite sull’asse Santo Domingo-Italia, contando sulla presenza, in America latina, di un ufficiale “infedele” della Policia Nacional, Santos Medina Familia, che prestava servizio proprio all’aeroporto “La Romana” e che aveva tra le sue funzioni quelle “nevralgiche” relative al controllo dell’immigrazione (anche quest’ultimo è finito in manette).

Le indagini del Gico, al pari di quelle precedenti della Squadra Mobile, avrebbero portato così a scoprire che De Bernardis sarebbe stato il garante di quella è stata definita l’“uscita sicura” dal porto di Cagliari e dall’aeroporto di Malpensa dei carichi di narcotico.

Nel primo caso grazie alla presunta complicità dei fratelli Francesco e Davide Carta (il primo destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare), e di Giovanni Piero Falconi e Paolo Montisci. Il 10 dicembre del 2014, infatti, nel porto sardo, vennero intercettati 140 chili di cocaina nascosti in un container carico di frutta e in arrivo da Santo Domingo.

Quanto all’aeroporto milanese i carichi in arrivo via aerea avrebbero invece potuto contare sulla connivenza che sarebbe stata garantita da un gruppo di dipendenti aeroportuali ritenuti infedeli: Michele Andolfo, Ivano Cabrini, Roberto Nicolini e Pierluigi Maino.

Le fiamme gialle proprio di Malpensa, hanno difatti acquisito alcuni riscontri sul presunto ruolo degli operatori, che sarebbero stati incaricati del ritiro del narcotico che veniva nascosto negli ake che contengono il catering per i passeggeri o nelle stive degli aerei.

Il 31 maggio del 2015 e il 16 agosto successivo, nello scalo aeroportuale vennero sequestrati rispettivamente, prima oltre 32 chili e poi altri 18,5 di cocaina, trasportati su aerei in arrivo da “La Romana”.

GLI ARRESTATI

Vincenzo ALVARO, nato a Sinopoli il 16.12.1972; Angelo Romeo, nato a Sinopoli il 03.08.1973; Francesco Forgione, nato a Sinopoli il 21.06.1978; Santos Medina Familia, nato a Dajabon (Repubblica Dominicana) l’1.11.1971; Rony Berroa Telleria, nato a Santo Domingo (Repubblica Dominicana) il 25.08.1969; Rosa Angelica Zarzuela Rivas, nata a Santo Domingo il 7.02.1970; Mauro De Bernardis, nato a Roma il 16.08.1970; Fabrizio Bianco, nato a Roma il 21.06.1960; Michele Andolfo, nato a Santa Teresa di Riva (Messina) il 18.02.1958; Ivano Cabrini, nato a Milano il 9.08.1965; Roberto Nicolini, nato a Roma il 20.01.1955; Pierluigi Maino, nato a Gallarate (Varese) il 29.10.1973; Francesco Carta, nato a Sorgono (Nuoro) il 7.11.1975; Giovanni Piero Falconi, nato a Nuoro (NU) il 15.09.1971; Paolo Montisci, nato a Orgosolo (NU) il 20.01.1976; Alessandro Galanti, nato a Roma il 5.08.1981; Marco Turchetta, nato a Roma il 24.02.1964; Davide Maria Boncompagni, nato a Roma, 18.02.1968 e Claudio Chigarelli, nato a Roma il 23.12.1968.

Imponenti anche i numeri dell’operazione di oggi: sono stati infatti impegnati circa 200 uomini della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, di Roma, Civitavecchia (RM), Fiumicino (RM), Anzio (RM), Badia Polesine (RO), Olbia (SS), Desulo (NU), Fonni (NU), Orgosolo (NU), Reggio Calabria, Siracusa, Massa e Cozzile (PT), Varallo Pombia (NO), Angera (VA), Gallarate (VA), Castano Primo (MI) e Milano.