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Omicidio Aloe, presunto assassino condannato a 25 anni

Crotone Cronaca

Cataldo De Luca, 34 enne di Cirò Marina, è stato condannato a 25 anni di carcere per l’omicidio di Nicodemo Aloe, assassinato a 43 anni nei pressi della sua abitazione di via Pacinotti, nella cittadina sulla costa ionica crotonese, poco prima della mezzanotte del 24 maggio del 2015, con otto colpi di pistola.

Questa la sentenza emessa dalla Corte di assise di Catanzaro (Alessandro Bravin presidente). Il pm, nella requisitoria, aveva chiesto per De Luca l’ergastolo con l’isolamento diurno per otto mesi.

Secondo l’accusa alla base dell’omicidio vi sarebbero stati futili motivi: in pratica, sempre in base alla tesi degli inquirenti, vi sarebbero stati dei dissapori tra il presunto assassino e la vittima che avrebbero avuto una escalation di violenze. Un anno prima di essere assassinato, infatti, De Luca sarebbe stato aggredito a bastonate da Aloe per vendicarsi di un’aggressione subita dal figlio il giorno prima.

LE INDAGINI

Dopo il fatto di sangue gli investigatori individuarono il mezzo che si riteneva fosse stato utilizzato per compiere l’omicidio. Da lì si partì acquisendo le immagini della videosorveglianza che immortalarono uno scooter con a bordo una persona che aveva effettuato dei sopralluoghi lungo la via dove abitava la vittima.

Gli inquirenti arrivarono a sospettare di De Luca e così, durante una perquisizione domiciliare, ritrovarono un casco simile a quello che utilizzava l’uomo dello scooter. Uno scooter venne ritrovato anche nel garage del presunto assassino e su di esso fu effettuata la prova dello stub.

L’esame dei reperti da parte del Ris di Messina avrebbero poi ricondotto De Luca alla scena del crimine: furono ritrovati residui di polvere da sparo compatibili con i bossoli sequestrati sul luogo dell’omicidio, appurando “la presenza di particelle che per composizione atomica, morfologia e disposizione spaziale degli elementi, possono essere classificate come caratteristiche di esplosioni di colpi di arma da fuoco”.

Gli investigatori, in pratica, collegarono al fatto il 25enne analizzando i tabulati del suo cellulare incrociandoli con i video acquisiti al momento del delitto.

Dopo l’omicidio, infine, la moto venne abbandonata in aperta campagna ed incendiata mentre De Luca partì alla volta di Bologna venendo arrestato il 13 maggio 2016 con l’accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione, porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione dello scooter.