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Cantiere Calabria, Romeo (Pd): “La Calabria è stata rimessa in carreggiata”

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“Un programma ed una visione, questo è quanto i seminari di Cantiere Calabria hanno presentato nei tre giorni appena conclusi. Un programma ed una visione che non nascono certo oggi, a due anni e mezzo circa dalla elezione di questa assemblea regionale, ma sono il frutto dei costanti incontri che, fin dalle primarie, il presidente Mario Oliverio ha avuto e continua ad avere con i calabresi, le forze sociali, sindacali e produttive, l'associazionismo, il mondo accademico”. È quanto scrive il consigliere Seby Romeo.

“Ci siamo messi al volante di una macchina ferma ed arrugginita, con l'obiettivo di rimetterla in moto e percorrere la strada del cambiamento. Pensavamo bastasse allacciare le cinture, girare la chiave e imboccare la strada della trasparenza, della condivisione e della tutela dei diritti, attraverso una guida sicura e competente, invece ci siamo ritrovati a dover mettere mano al motore, a dover cambiare le ruote, ripulire ed aprire i vetri che non permettevano alla gente di guardare dentro, abbiamo addirittura sostituito la carrozzeria ed i freni ormai diventati logori, quasi inesistenti, anche il serbatoio era completamente vuoto ed il carburante a disposizione incompatibile con le richieste dei territori. Se avessimo ripreso da quel che abbiamo trovato, avremmo corso il concreto rischio di ingolfare inesorabilmente il futuro di ogni calabrese. Studiare le criticità, individuare le priorità d'intervento, mettere da parte le risorse e procedere con il lavoro era l'unica possibile scelta per permettere a quella macchina di ripartire in maniera definitiva e di percorrere una lunga strada.

Questo abbiamo fatto in questi due anni e mezzo. Adesso abbiamo davanti una sfida, quella di una seconda fase fatta di monitoraggio e completamento dei lavori e, quindi, della spesa delle risorse. Sarà la fase della prosecuzione di un percorso concreto di cambiamento, un cambiamento netto e radicale che esporremo in ogni comprensorio di questa regione, affinché tutti possano unirsi a questo cammino comune. Una visione che contiene chiare indicazioni: innanzitutto la certezza che la burocrazia, i poteri criminali, la massoneria non metteranno le mani su uno solo degli euro destinati ai calabresi e poi la garanzia che la concreta presenza del Governo centrale, mai cosi massiccia in Calabria da quando esiste il regionalismo, rappresenta un serio impegno nel merito dei problemi di competenza dello Stato centrale”.