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Sconosciuto (Cosenza Libera): “presidio ospedaliero non più rinviabile”

Cosenza Sanità

“Il territorio cosentino è tra quelli che gridano maggiormente il bisogno di sanità. Non è più rinviabile la realizzazione di un nuovo presidio ospedaliero, più grande, più efficiente e logisticamente meglio organizzato rispetto all'Annunziata”.

È la riflessione del Consigliere Pasquale Sconosciuto di Cosenza Libera sull'inefficiente sistema sanitario regionale.

“Bene, anzi benissimo, i concorsi per l'assunzione di Oss, medici e infermieri – prosegue Sconosciuto - con strutture pubbliche più efficienti potremmo assumerne ancora più personale, offrendo contemporaneamente lavoro a più persone e un servizio migliore ai pazienti. Tutti meritano un Sistema Sanitario Regionale efficace: i medici, i paramedici, gli ammalati e i loro parenti”.

Secondo il consigliere i benefici si vedranno solo quando “i politici avranno finito di duellare per la spartizione di poltrone e incarichi, e pensassero ai bisogni dei cittadini, soprattutto alla richiesta di salute e ai servizi minimi di assistenza che nel 2017 dovrebbero essere ormai garantiti a tutti, anche a chi risiede in una Regione del Sud come la Calabria”.

“Nel mentre si avviano i lavori del nuovo Ospedale, si può procedere ad un decongestionamento del presidio dell'Annunziata – rincara il deputato di Cosenza Libera - con la realizzazione di un Poliambulatorio Specialistico e per la Diagnostica Avanzata. Non dovrà essere più necessario andare in Ospedale per eseguire una radiografia, una ecografia o una tac come paziente esterno. Negli Ospedali bisogna riservare l'ingresso ai pazienti ricoverati e alle urgenze di Pronto Soccorso. I pazienti esterni dovrebbero, invece, avere una struttura diversa dall'Ospedale dove effettuare visite e diagnosi di tutti i tipi. Ad esempio, il Mariano Santo, che è in fase di ristrutturazione, potrebbe essere adibito a Poliambulatorio Specialistico e per la Diagnosi Avanzata, senza ospitare reparti di degenza”.

“È ormai maturo il tempo di ripensare ad una diversa organizzazione tra Azienda Sanitaria Provinciale e Azienda Ospedaliera – conclude - una separazione burocratica che non è chiara a chi ogni giorno frequenta le strutture sanitarie e che probabilmente potrebbe essere superata da un Ente unico che si occupi della salute di tutti”.