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Si chiude lo ScillaFest tra Pulcinella, giullari, maghi, cavalieri e personaggi storici

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Dalla tradizione al teatro di ricerca, è il variegato programma degli spettacoli di ScillaFest 2017, la rassegna di teatro e danza contemporanea ideata e diretta da Teatro Proskenion che dal 30 agosto al 3 settembre animerà il Castello Ruffo e le strade di Scilla. Si inizia infatti proprio per le vie del paese con lo spettacolo itinerante “Banda Pulcinella Parade” del Teatro Laboratorio Isola di Confine scritto da Giulia Castellani e diretto da Valerio Apice. Una performance teatrale e musicale che affonda le sue radici nella Commedia dell’Arte e nella musica classica e di tradizione. Un viaggio fantastico nella complessa identità del personaggio di Pulcinella, dalla Commedia dell’Arte alle tradizioni del teatro popolare del Sud Italia.

Sarà ancora la maschera di Pulcinella protagonista del secondo appuntamento in cartellone, in piazza San Rocco, con “Il ritmo di Pulcinella”. Teatro Laboratorio Isola di Confine mette in scena un concerto spettacolo in cui le scene teatrali saranno accompagnate da musica dal vivo.

Il giorno dopo alle 19e30 assisteremo alla “giullarata” in dialetto portoghese e italiano di Mauriziello da Turris, di e con Maurizio Giordo. “Gurdulù Teatr”o mette in scena “Com’è nato il giullare?” Uno spettacolo coinvolgente, in cui il registro aulico e popolare si intreccia in una narrazione bilingue, ritmico-sonora, corporea. La ricerca di una sana empatia col pubblico e tutto quel che c'è intorno alla scena, contribuirà a rendere la giullarata un evento sempre unico. Un racconto che tocca temi fondamentali e sempre più attuali come la comunicazione tra gli uomini, la condivisione, la forza di volontà, l’ingiustizia, l’amore, la solidarietà.

L’ultimo di agosto andrà in scena lo spettacolo “1861 – La brutale verità” con Gabriele Profazio, Mario Lo Cascio, Alessandro Calcaramo e Marinella Rodà per la regia di Michele Carilli e Lorenzo Praticò. Attraverso l’alternanza tra parti recitate e cantate, si ripercorre la storia del periodo pre e post unitario, dalle condizioni economiche del Regno delle Due Sicilie alla spedizione dei Mille, dal brigantaggio alla repressione attuata dal Regno d’Italia appena sorto. Il narratore (Gabriele Profazio) accompagna gli spettatori in questo percorso, dando voce a vari intellettuali e personaggi politici.

Il primo settembre sul palco del Tetro Primo di Villa San Giovanni arriva Enzo Moscato in scena con “Compleanno”, un suo personale omaggio ad Annibale Ruccello. Moscato affronta il doppio tema dell’assenza e del delirio, intesi entrambi come produzioni fantasmatiche fatte di parole, suoni, visioni, gesti, e mirati a colmare il vuoto, l’inanità dell’esistenza. Una specie di esercizio quotidiano del dolore, del controllo e di elaborazione della pulsione di morte, senza assumerne però le condotte autodistruttive, ma sorridendone, talvolta godendone come una festa, un ciclico ricorrere di affinità elettive, di teneri ricordi.

Il 2 settembre andrà in scena “Lamagara”, di e con Emi Bianchi. Lo spettacolo prodotto da “Confine Incerto” narra la storia di Cecilia Faragò, l’ultima fattucchiera processata per stregoneria nel Regno di Napoli. Lamagara è la donna che pensa, che guarda troppo avanti, che sospetta, che non crede a niente. La strega a cui il mondo chiede di nascondere le sue ipocrisie, per poi lapidarla per le sue stesse colpe. Una microstoria che si affaccia dal passato, un urlo di redenzione da quel mondo di storie disperse che formano la memoria negata del genere femminile.

Il cartellone degli spettacoli si concluderà il 3 settembre con “La Piccola Compagnia Silente” che metterà in scena “Nel Castello di Atlante”. Aurelia Alonge Profeta, Federica Castelli, Annamaria Davì, Giuseppe Di Vincenzo, Giovanni Ferrara, Roberta Greco, Domenico Mereu, Chiara Zaffiro diretti da Emilio Ajovalasit in uno spettacolo che abbatte la separazione fra scena e platea, dove gli spettatori, a stretto contatto con gli attori, sono condotti in un percorso variegato e multisensoriale.

Il mago Atlante è uno dei personaggi de “l'Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto e nel suo castello incantato rimangono intrappolati cavalieri e donzelle che vi entrano rincorrendo un vano desiderio che non riusciranno mai a raggiungere. L'illusione è il filo conduttore che lega i diversi personaggi: statue pronte ad animarsi all'arrivo degli spettatori.