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Cultura e arte protagonisti dell’estate rossanese

Cosenza Tempo Libero

Un’estate all’insegna della cultura e dell’arte quella che si sta svolgendo a Rossano. Così “con la conclusione del percorso di arte visiva tra pittura, installazioni, fotografia e poesia sui temi del filo e del segno, si socchiude quella finestra spalancata sul mondo dell’arte”, come afferma l’assessore alla cultura Serena Flotta. La Flotta esprime viva soddisfazione per la sempre crescente parabola di successo, in termini di numeri e partecipazione, registrata in occasione degli eventi culturali che hanno impreziosito la ricca 25esima programmazione socio-culturale estiva della Città del Codex.

Dallo straordinario concerto del violinista russo Pavel Berman nel Chiostro del Palazzo San Bernardino, al grande ritorno nella nostra Città dell’Artista Michele Placido, passando dall’emozionante e coinvolgente percorso tra musica e parole proposto da Mogol, fino alla Biennale della Sibaritide, l’evento che ha visto arrivare in finale 30 artisti di fama nazionale ed internazionale con circa 200 opere, la partecipazione di grandi maestri contemporanei come Franco Azzinari. Nella rassegna ospitata nel Castello Ducale di Corigliano ha trovato spazio anche il codex che non c’è, la collezione di 27 opere dedicata al bene patrimonio dell’Unesco e curata dallo storico Franco Filareto.

Per filo e per segno, la rassegna di Silvana Maglione e Marco Grosso curata da Angelo MENALDI, allestita nella Sala Europa del Palazzo delle Culture San Bernardino, sarà ancora visitabile per poche ore fino alle 23 di oggi, venerdì 18 agosto. Cerimonia di chiusura alle 19, nella sala grigia, con la lettura di poesie tratte dal libro Musa Muta edito da Aracne editore, del prof. Marco Grosso, autore delle fotografie e dei testi esposti nella mostra. Incentrata sulla sperimentazione e sulla interpretazione di fili e segni di linguaggi diversi, per filo e per segno propone percorsi che viaggiano su binari sinestetici dove la photo-graphia si rivela skia-graphia ossia "scrittura dell'ombra", dove la luce si ri-vela nel gioco di rifrazioni e trasparenze e anzitutto delle ombre. Un percorso, creato da due artisti legati a doppio filo dall'arte e dal rapporto madre/figlio, che si avvia a conclusione.