In questa nuova edizione di CN24 tutte le copertine, come la prima pagina e le pagine delle province, si aggiornano automaticamente mostrando le nuove notizie. Inoltre, le categorie come Cronaca, Attualità ecc. sono riordinate in base agli articoli che leggi più spesso.

Assunzioni sanità, Nesci (M5S): “Basta rinvii o scateneremo protesta a oltranza”

Calabria Sanità

«Scateneremo una protesta civile a oltranza, se coi loro giochi il ministro Lorenzin e del governatore Oliverio bloccheranno ancora le assunzioni di personale sanitario in Calabria». Lo afferma, in una nota, la deputata M5s Dalila Nesci, capogruppo in commissione Sanità.

«Siamo stati gli unici – prosegue la parlamentare – a denunciare alle Procure i loro balletti, perché gli ospedali calabresi scoppiano, medici, infermieri e altri sanitari sono carichi di lavoro, non è affatto garantita la sicurezza delle cure e i malati sono costretti ad attese e pene disumane».

«Lorenzin, Oliverio e apparati – incalza la parlamentare 5stelle – devono risponderne ai calabresi. Non c'è alcuna giustificazione per questo incosciente e indegno teatro, cui partecipano i ministeri vigilanti, credendo di poter agire come vogliono».

«Né si può tacere – afferma la deputata – sul ruolo del dg della Programmazione sanitaria nazionale, Andrea Urbani, per mesi anche sub-commissario per il Piano di rientro, che nella verifica a Roma ha visto un aumento pazzesco dei debiti».

«Tutti sanno – ammonisce la parlamentare – che la sanità si fa col personale, e non con le illusioni dei nuovi ospedali e dell'integrazione tra Pugliese-Ciaccio e Mater Domini. In Calabria il numero degli ospedalieri è ben al di sotto di quanto richiede la legge».

«C'è un documento, firmato dal commissario Massimo Scura e dallo stesso Urbani, in cui – conclude Nesci – è certificato il fabbisogno di almeno 1.298 figure professionali. Non si può continuare impunemente a gabbare i calabresi, rinviando le assunzioni necessarie con menzogne che nascondono gli appetiti della maggioranza a un passo dalle prossime politiche».