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Coldiretti. Molinaro: “per spegnere gli incendi non bastano solo gli idranti”

Calabria Attualità

“I dati sono allarmanti. Dal 1 luglio 2017 ad oggi, gli incendi in Calabria sono stati 6148 ma in Calabria facciamo fronte a questa sciagura senza una adeguata programmazione, solo con gli idranti verrebbe da dire e la professionalità indubbia dei Vigili del Fuoco ai quali va il nostro ringraziamento.” È quanto dichiara Pietro Molinaro, Presidente di Coldiretti Calabria.

“Ormai per abitudine ripercorriamo – continua Molinaro – vecchi metodi, come l’organizzazione delle squadre AIB di Calabria Verde che, a braccia nude, con modalità organizzative e mezzi non adeguati non possono fare fronte alla devastazione causata dagli incendi provocati da quelli che definisco “terroristi incendiari”. In questo marasma – accentua spopolano i voli lautamente pagati dei Canadair. E’ interessante analizzare altri dati, significativi, che ci aiutano a prendere le contromisure. Oltre il 90% circa degli incendi, è legato all’abbandono progressivo delle aree agricole marginali nei territori montani e costieri, un processo lento ma di dimensioni tali che è possibile identificarlo come la più grande trasformazione d’uso del suolo calabrese con fenomeni di progressiva colonizzazione naturale di ex coltivi, prati e pascoli da parte della vegetazione forestale che invece necessita di interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza. Quasi sempre, sono terreni appartenenti al demanio pubblico. La prima constatazione è che laddove c’è la presenza degli agricoltori, gli incendi hanno una incidenza quasi irrilevante. Questo - sostiene - vuol dire pure qualcosa! Da tempo, chiediamo la necessità di costituire una “Banca della Terra” che tra l’altro adesso è prevista dall’ultimo Decreto Mezzogiorno approvato dal Senato.”

“A fronte di questa analisi – aggiunge il Presidente di Coldiretti – è evidente che risulta indispensabile e utile rilanciare e attuare il piano aree interne, più volte annunciato dalla Regione Calabria ma di fatto congelato. Questo significa anche salvaguardare i prodotti forestali non legnosi del sottobosco, nell’ambito di strategie di marketing territoriale volte a valorizzare i prodotti di qualità tipici delle aree rurali interne. Sono esempi significativi, concreti e di grande motivazione che devono far parte di un “pacchetto prevenzione e programmazione” che invece è completamente assente e a farla da padrone continua ad essere l’emergenza! L’utilizzo delle nuove tecnologie di avvistamento, ad esempio i droni, possono determinare la tempestività di intervento che deve fare anche leva con una rete diffusa di sorveglianza coinvolgendo nella presenza capillare gli agricoltori con la stipula da parte delle pubbliche amministrazioni di convenzioni per lo svolgimento di attività funzionali alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale. Anche i Consorzi di Bonifica possono essere la seconda struttura di “protezione civile “hanno capacità organizzativa e patrimonio conoscitivo da mettere utilmente a disposizione. Ma accade che in “zona cesarini” solo alcuni di questi enti vengono dotati di mezzi, - tra l’atro vecchi, inutilizzabili e senza assicurazione - da parte di Calabria Verde. Davanti a tale improvvisazione, continua, ci vuole una Regione “forte”, autorevole, determinata, a difesa dell’ambiente, dell’economia, del lavoro e del turismo anche perchè gli incendi provocano un danno di immagine che poi è difficile recuperare. Insomma – rimarca Molinaro – gli incendi mettono a nudo tanti mali e l’UOA Forestazione e Difesa del Suolo, istituita presso la Presidenza della Regione – conclude – resta a guardare e nonostante i bagliori degli incendi brancola nel buio”.