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Convegno sul testamento biologico

Cosenza Sanità

Si terrà mercoledì 21 giugno alle 18, nel Salone degli Specchi del Palazzo della Provincia, l’importante Convegno sul tema “Testamento Biologico: le possibilità della legge e la libertà della persona umana. Riflessioni di biodiritto, bioetica e bioscienza, alla scoperta di un diritto in via di riconoscimento”. L’iniziativa si prefigge lo scopo di sottoporre alla riflessione giuridica la disciplina della disponibilità di sé in materia di fine vita, soffermandosi in particolare sulla valenza da tributarsi alle disposizioni anticipate di trattamento.

Saranno trattati, fra gli altri, i temi delicatissimi del consenso informato del malato e dell’accanimento terapeutico, delle disposizioni anticipate di trattamento sanitario, della pianifica-zione condivisa delle cure tra medico e paziente e delle cure palliative. Illustri relatori ne affronteranno gli aspetti etici, filosofici, morali, teologici, legali o semplicemente umani.

Il punto di partenza è rappresentato dalle mille implicazioni della tematica del fine vita, al cui interno sono però due gli aspetti più significativi che sollevano il dibattito bioetico, biomedico e giuridico soprattutto riguardo al problema della loro correlazione: il testamento biologico - che consiste nella dichiarazione, resa per iscritto da un soggetto cosciente e consapevole, sulle eventuali cure mediche o trattamenti medici da seguire nel caso in cui, per gravi malattie o incidenti, non abbia la facoltà (dovesse trovarsi nella impossibilità ) di decidere autonomamente; e l'eutanasia - che invece è la morte di un malato, su sua precisa volontà e in presenza di assistenza medica (da intendersi come l’uccisione diretta e volontaria di un paziente terminale, in condizioni di grave sofferenza e su sua richiesta).

I principi bioetici di “ fine vita “, però, stanno cambiando in molti Paesi e il malato è sempre più coinvolto in tutti gli aspetti che riguardano le possibili cure, in quanto gli viene riconosciuto il diritto di decidere in autonomia della qualità della sua vita: è il diritto di autoregolamentarsi, che vuol dire anche il diritto di rifiutare le cure tranne nel caso dei Trattamenti Sanitari Obbligatori, in nome di un diritto alla vita e alla salute che non è più interpretato come obbligo a vivere e a curarsi.