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Il consumo di caffè non cambia i geni. Lo dice la scienza

Calabria Sanità

Uno studio condotto dall'Università di Uppsala in Svezia, svela risvolti sorprendenti sulle capacità del tè di modificazione dell'attività di alcuni geni, inducendo lo spegnimento o l'accensione di taluni interruttori genetici. La ricerca, per la verità, ha riguardato gli effetti di caffè e del tè sui geni, ma ha dimostrato che solo il consumo di tè risulta essere associato a modifiche dell'attività di geni legati agli ormoni femminili (estrogeni), mentre il caffè non comporterebbe alcun cambiamento. L'indagine scientifica guidata da Weronica Ek è stata pubblicata sulla rivista Human Molecular Genetics, ed ha spiegato che il tè influenza solo l'attività genetica nelle donne ma non negli uomini, anche se al momento non sono stati evidenziati effetti positivi o negativi sulla salute delle donne a causa di queste modifiche indotte dal consumo di tè.

A dire il vero, non si tratta del primo studio che dimostra come ciò che mangiamo e beviamo possa influenzare il funzionamento dei nostri geni, attivando o disattivando determinati interruttori genetici. La ricerca in questione ha riguardato quasi 3100 individui di entrambi i sessi chiedendo loro se consumassero tè e caffè e in che quantità. A seguito dei test sul sangue prelevato dai soggetti, gli studiosi hanno analizzato le modifiche cosiddette ''epigenetiche'', ossia quelle che comportano accensione o spegnimento degli interruttori dei geni e quindi che alterano l'attività dei geni stessi aumentandola o riducendola.

Gli scienziati hanno rilevato che il caffè non ha alcuna influenza sull'attività dei geni mentre il consumo di tè è risultato legato, nelle donne, a modifiche dell'attività di 28 regioni del genoma, in particolare dell'attività dei geni ''DNAJC16'' e ''TTC17'', noti per essere legati al metabolismo degli ormoni estrogeni. Ovviamente i ricercatori hanno tenuto a precisare che non è chiaro al momento se queste modifiche indotte dal consumo di tè abbiano un impatto sulla salute e se esso sia protettivo o al contrario svantaggioso. Dunque, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti", nessuna preoccupazione per le donne, ma solo quel buon senso che riguarda ogni tipo di consumo: non abusare mai né di tè ne di caffè.