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Agricoltura. Anpa: Sian ancora malfunzionante, se ne valuti la chiusura

Calabria Attualità

Mancano 9 giorni lavorativi al 15 giugno, ovvero la data di scadenza per la presentazione della Domanda Unica e delle domande PSR ma, denuncia Giuseppe Mangone, presidente dell’Anpa-LiberiAgricoltori Calabria, “anche stamattina, tutti gli operatori che con spirito di abnegazione, si sono recati a lavoro, pur essendo sabato, hanno trovato la solita situazione di malfunzionamento del sistema informativo (SIAN) e, quindi, nell’impossibilità di poter procedere alla lavorazione delle domande.”

Mangone fa notare che per quanto riguarda le domande dell’agricoltura biologica non sarebbe ancora presente la procedura informatica. “Migliaia di fascicoli aziendali – afferma - non possono essere ancora lavorati e, di conseguenza, non possono essere fatte le domande perché il sistema non consente di lavorare le particelle condivise mentre, tutti i fascicoli dei produttori che detengono superfici dove è consentita la pratica locale tradizionale (PLT) non possono essere lavorati in quanto ancora non classificate. Anche in questo caso tutte le domande sono ferme”.

“Le istanze di riesame sullo stato colturale dei terreni – spiega - vengono lavorate con grande ritardo e, cosa ancora più grave, in data successiva al 15 maggio 2017, non utile per sistemare l’uso del suolo sulla Domanda Unica, in quanto, in fase di stampa non aggancia le superfici. A tutti questi problemi non vi è risposta né da parte di Arcea né da parte della Regione, così come non vi è risposta sul pagamento dell’indennità compensativa 2015”.

Stando così le cose l’Anpa si pone allora due domande, ovvero: “Qual è l’utilità di avere un autonomo organismo pagatore (ARCEA) e se non sia il caso di valutane la chiusura considerati anche i costi a carico della collettività; e come può la Regione pagare la gestione del sistema informatico che a tutt’oggi ancora non ha procedure che sarebbero dovute essere disponibili a gennaio e quelle a disposizione funzionano a singhiozzi”.

Per l’associazione Liberi Agricoltori, dunque, è urgente sapere cosa pensa il Presidente della Regione, Mario Oliverio, di questa situazione e, soprattutto, cosa intenda fare per accertare le eventuali responsabilità e attivare quanto necessario a tutela degli Agricoltori e degli operatori dei CAA.