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Tiriolo. Quote rosa: il gruppo di minoranza chiede un commissario ad acta

Catanzaro Politica

Lo scorso 9 maggio, si è riunito in seduta straordinaria, su richiesta del gruppo consiliare di minoranza “Tiriolo in Movimento” e su disposizione del Prefetto di Catanzaro Luisa Latella, il consiglio comunale di Tiriolo per discutere della mancata osservanza di quanto stabilisce la “Legge Delrio” sulla composizione della Giunta Comunale.

La legge, al comma 137, e per i Comuni con popolazione superiore ai tremila abitanti e inferiore a cinquemila, afferma che “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico”. A Tiriolo, gli assessori, compreso il sindaco, sono cinque: quindi, per raggiungere la parità di genere, le quote rosa sono fissate a due.

Nelle scorse settimane, lo stesso Consiglio si era riunito alla presenza dai Antonietta Stumpo, Consigliere di Parità Regionale, che rivolgendosi ai consiglieri ha cercato di perorare non soltanto l’osservanza della legge ma sottolineando che si tratta di “una scelta di civiltà”.

“Anche questa seconda riunione, come era nelle previsioni, - afferma il consigliere Fiorella Cannatà - ha dato esito negativo. Il sindaco pro tempore Domenico S. Greco e la sua maggioranza, continuano imperterriti nella loro personale interpretazione della legge e non ritengono di doversi adeguare alla legge 56/2014. Purtroppo, il fatto che la legge per i Comuni compresi tra i 3000 e i 5000 abitanti non impone nessuna sanzione, quale la decadenza automatica del Consiglio, fa ritenere ad amministratori poco sensibili, non solo al rispetto della “parità di genere”, di poter continuare imperterriti sulla loro strada”.

Come ha specificato nel suo intervento il capogruppo Giuseppe Lucente, lo scopo della minoranza è stato quello di far rispettare la legge, arrivandoci attraverso la modifica dello Statuto Comunale. “Pensavamo così – ha spiegato ancora Cannatà - di togliere dall’impasse la maggioranza consiliare. L’attuale comma 3 dell’art.18 recita: ‘Possono essere nominati fino a due assessori esterni se la giunta è composta da sei assessori ovvero un assessore esterno se la giunta è composta da quattro’. Attraverso la proposta il comma 3 veniva modificato, ‘Possono essere nominati fino a due assessori esterni’, a prescindere quindi dalla composizione numerica della giunta. Questa semplice modifica avrebbe adeguato lo Statuto Comunale alla legge 56/2014 e, quindi, permesso al sindaco di poter adempiere alla legge sulla parità di genere nella giunta comunale”.

“Il sindaco – continua la consigliera di Tiriolo in Movimento - specificando di aver “sentito un legale di fiducia” ha continuato sulla falsariga di quanto detto nel precedente consiglio comunale, dimostrando, al netto dei consigli del suo “legale di fiducia”, di non aver recepito lo spirito della legge che ha finalmente fissato, ma non per i Comuni inferiori ai 5000 abitanti, il numero minimo delle candidature di genere (quote rosa). Se la legge lo avesse previsto anche per i piccoli Comuni, sarebbe stato costretto ad adeguarsi oppure la sua lista non sarebbe stata accettata. Detto questo, secondo la minoranza, la modifica dello Statuto era, come ha specificato il capogruppo Lucente, la modalità meno indolore per rispettare la legge. Perché di questo si tratta!”

“Qualunque studente di legge – ribadisce Cannatà - è a conoscenza che il sistema legislativo ha una gradualità delle fonti. Le leggi approvate dal Parlamento, dopo la Costituzione Italiana, sono al primo gradino, gli Statuti più in basso. Sono gli Statuti che si devono adeguare alle leggi e non viceversa. Questo non lo diciamo noi, lo testimoniano secoli di dottrina giuridica”.

Nei giorni scorsi il gruppo consiliare di “Tiriolo in Movimento” ha chiesto un incontro a Stumpo per discutere dell’argomento alla luce di quanto emerso nelle due riunioni del Consiglio Comunale. Così come avvenuto in altri Comuni, il gruppo di minoranza chiederà, tanto a Stumpo quanto al Prefetto di Catanzaro, l’invio di un commissario ad acta “per far rispettare la legge”. “Oltretutto – conclude Cannatà - tra le candidate non elette presenti nella Lista del sindaco c’è già una donna pronta a subentrare nel ruolo che le spetta, nel rispetto della legge”.