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Settore balneare. Fiba: regolamentare un settore da 30 mila occupati

Calabria Attualità

Si è svolto ieri un incontro tra gli operatori del settore balneare calabrese e il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio. Presente ai lavori anche il consigliere regionale Giuseppe Aieta, oltre al dirigente funzionario di settore.

All’ordine del giorno, le modalità di rilascio delle concessioni agli stabilimenti balneari sul territorio regionale. All’incontro anche il presidente di Fiba Confesercenti Calabria Vincenzo Farina.

Oliverio dopo aver manifestato piena condivisione con i rappresentanti delle imprese balneari circa l’importanza strategica del sistema costiero nell’economia regionale, ha garantito la realizzazione, in collaborazione con gli operatori di settore, di un “progetto di riordino regionale” che seguirà l’iter normativo attualmente pendente in Parlamento.

L’incontro di ha rappresentato, inoltre, un’ottima occasione per allargare l’orizzonte sull’utilizzo del demanio marittimo a quella che è la vera funzione di sviluppo economico e sociale per la regione. Farina ha rappresentato “la rilevanza che questo comparto rappresenta per tutta la filiera turistica e commerciale della nostra regione, non solo dal punto di vista dell’offerta qualificata dei servizi di spiaggia, ma per le opportunità che si prospettano rispetto all’aggregazione di una nuova ospitalità diffusa”.

In particolare il presidente di Fiba ha dettagliato le potenzialità ad oggi in campo, “con le circa 2000 imprese balneari attive sulle coste regionali, che da sole occupano circa 20-30 mila professionalità, al di là di tutto l’indotto che viene generato”.

“Il rafforzamento dei servizi di spiaggia – ha spiegato ancora Farina – insieme al legame con i borghi marittimi darebbe un profondo impulso non solo a tutto il sistema costiero, ma anche alle aree interne, ovvero stimolo alle produzioni del territorio. Una soluzione di crescita – ha detto il presidente Fiba Confesercenti – potrebbe essere il recupero del patrimonio di seconde case attualmente inutilizzato, o sottoutilizzato, lungo le nostre coste”.

Una nuova formula di ospitalità diffusa, nell’accezione della formula extra-alberghiera, questa, che garantirebbe la possibilità “di gestire e governare parte di quel fenomeno turistico di seconde case che non viene quantificato nelle statistiche ufficiali”. Tutto con ovvie ricadute, non solo economiche, per tutto l’indotto.

“Dal punto di vista occupazionale – prosegue Farina – ci sarebbe la possibilità di occupare 25-30.000 unità di personale non solo per 2 mesi all’anno, ma per almeno 5 o 6. Il Governatore, d'altronde, già nella sua veste di Presidente della Provincia di Cosenza, ha dimostrato la propria attenzione e sensibilità verso il comparto del turismo balneare, considerato che circa cinque anni fa, su iniziativa del sistema Confesercenti, autorizzò un progetto formativo per direttori di stabilimento balneare (unica esperienza in Italia). Tutto questo, a conferma della condivisione delle finalità rispetto all’esigenza di dare certezze organizzative e di investimento alle imprese balneari, e, pertanto, anche nella strutturazione di personale qualificato da mettere in campo nelle aziende”.