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Blitz alla Sacal di Lamezia, le reazioni

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"Le accuse pesanti con cui la Procura di Lamezia Terme ha decapitato i vertici della Sacal, Società di gestione dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, i legami con soggetti delle Istituzioni e dei pubblici uffici evidenziano una situazione gestionale e un sistema di affari e di collusione che, se accertato, va definitivamente scoperchiato e colpito".

È quanto sostengono i segretari generali Cgil Calabria, Filt Cgil Calabria e Catanzaro, Raffaele Mammoliti, Angelo Sposato e Nino Costantino.

"Per anni - continua la nota - la Cgil e la Filt hanno sottolineato l’esigenza di mettere in sicurezza il sistema aeroportuale calabrese, sottraendolo alle logiche di potere, attraverso una razionalizzazione che servisse gli interessi generali, i cittadini e i lavoratori. Evidentemente questa gestione ha lavorato in direzione opposta. Di recente, la Sacal ha ottenuto, con polemiche e ricorsi,la concessione trentennale degli scali in Reggio e Crotone”.

La Cgil e la Filt hanno chiesto immediatamente “trasparenza e correttezza per le relazioni sindacali. Per tutta risposta ancora non abbiamo ottenuto il Piano Industriale che era necessario per poter partecipare alla gara e invece sono stati pubblicati bandi di selezione dei lavoratori senza garanzie. Oggi ci troviamo quindi nella situazione in cui la società con i vertici arrestati per corruzione, falso, peculato e abuso di ufficio deve gestire anche gli scali di Reggio e Crotone. Come può farlo? In che condizioni e con quali garanzie? Per questi motivi la Cgil e la Filt continuano a chiedere al Presidente della Giunta Regionale di convocare con urgenza un incontro per affrontare questa complicata situazione”.

“Infine, al di là della vicenda giudiziaria, certamente inquietante e grave – affermano le Sigle - è importante creare le condizioni necessarie per garantire i lavoratori dello scalo di Lamezia, quelli della Sacal GH, e i lavoratori di Crotone e Reggio attraverso la revoca dei bandi di selezione del personale pubblicati il tre aprile scorso e l’emanazione immediata di nuovi bandi con la garanzia del lavoro per tutti e a tempo indeterminato".

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“La notizia di questa mattina in merito agli arresti di alcuni dirigenti SaCal non ci ha stupiti, da settimane infatti nutrivamo il sospetto che dietro alcuni decisioni che hanno rivoluzionato il trasporto aereo calabrese ci fossero alcuni interessi tenuti nascosti, - con queste parole interviene il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con., Denis Nesci – attenderemo lo sviluppo delle indagini per valutare le azioni da intraprendere ma, se i dubbi fossero confermati, non escludiamo di costituirci parte civile”.

L’aeroporto di Lamezia è nel caos, i vertici SaCal, società di gestione dell’Aeroporto, sono finiti agli arresti domiciliari dopo le indagini della Guardia di Finanza. In quest’ultimo periodo si è parlato molto del monopolio Alitalia a Lamezia Terme dopo la fuga di Ryanair e del prossimo abbandono della compagnia di bandiera dall’aeroporto di Reggio Calabria dove la tratta Roma- Reggio Calabria sarà presto di competenza esclusiva di Blu Express. Adesso questi arresti lasciano ulteriori dubbi sulla vicenda. I reati per i quali si procede sono di vario titolo: corruzione, peculato, falso, abuso d’ufficio e varie forme di concussione.

“Da mesi abbiamo seguito la vicenda cercando di dialogare con le parti interessate affinché i cittadini potessero continuare a volare alle stesse condizioni, ora si spiega perché mancava l’apertura da parte di alcuni soggetti –continua Nesci - bisogna a questo punto valutare la possibilità di indire un bando per affidare ad un’altra società la gestione degli aeroporti, differenziando e non accentrando la gestione di tutti e tre ad un unico soggetto”.