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Il mondo a rischio diabesità. Mercurio: no a palliativi, tornare a mangiar sano

Calabria Sanità
Giuseppe Mercurio

Buone e salutari abitudini a tavola sono il passo fondamentale per mantenere in salute il nostro cuore e per tenere sotto controllo la pressione arteriosa. La prevenzione, insomma, comincia a tavola, tant’è l’Organizzazione Mondiale della Sanità e delle Società scientifiche raccomanda la scelta di alimenti a basso contenuto di sale e di grassi, una dieta ricca di cereali, legumi, verdura e frutta, e inoltre, il controllo del peso corporeo.

Consigli pratici e semplici che anche la Siaa, Società italiana dell’ipertensione arteriosa, fa suoi, consigliando ad esempio di evitare il sale che fa salire la pressione del sangue. Ridurre, poi, i grassi che, se in eccesso, soprattutto quelli saturi che si trovano negli animali, possono elevare i livelli di colesterolo nel sangue e aumentare il rischio di infarto.

Altro consiglio utile quello di mangiare più frutta e verdura, perché contengono sostanze che aiutano l’organismo a eliminare i radicali liberi, causa di danni ai vasi sanguigni, oltre a contenere il potassio, che è in grado di abbassare la pressione. Infine, tenere sotto controllo l’ago della bilancia: per calare di peso sarebbe opportuno mangiare sano ed incrementare il movimento.

Problema piuttosto diffuso, dunque, in Italia e specialmente nella nostra regione, dove il mangiar bene è un rito, e le buone forchette non mancano ma che, come tutti i Paesi del mondo, sta iniziando a fare i conti con le conseguenze di una dieta mediterranea rivista e corretta “al rialzo” e, se abusata, che può portare a conseguente dannose per l’organismo e per il benessere quotidiano.

“Sono 15 milioni gli italiani che hanno problemi d’ipertensione e 4 milioni quelli diabetici: in otto casi su dieci i problemi di diabete sono scatenati dall’obesità. Così come il 30% dei tumori nasce una scorretta alimentazione” commenta in tal senso Giuseppe Mercurio, responsabile di una delle più importanti accademie alimentari d’Italia presente in tutta la Penisola e da anni in giro per il Sud Italia a portare la sua esperienza personale a quanti, come lui, hanno dovuto fare i conti con una bilancia impietosa.

“Le problematiche legate all’obesità, oltre a tutto questo, sono l’ictus, l’ischemia miocardica, la colecestopatia, nefropatie e problemi alla struttura muscolo scheletrica” rincara Mercurio invitando a tornare a mangiare in modo corretto.

“Un modo per attenuare i rischi - afferma infatti - è proprio quello di mangiar bene, di mangiar sano. In molti vogliono risolvere l’obesità con metodi facili, utilizzando ad esempio sbobbe, tisane o pasticche vendute come naturali”. “Purtroppo, invece, bisogna capire che quando si parla di sovrappeso e obesità bisogna affidarsi a professionisti seri: medici e biologi nutrizionisti abilitati. E poi, non si può sostituire il cibo con integratori, anche se chiamati naturali, perché l’essere umano è nato per ingerire cibo”.

“Nel corpo umano - afferma ancora Mercurio - ci sono oltre 100 mila miliardi di cellule ed ogni qualvolta ingeriamo una qualsiasi cosa, nel nostro corpo avvengono centomila miliardi di reazioni biochimiche al secondo per ogni singola cellula”.

Dunque riscoprire la buona tavola, quella sana e genuina. “Ritornare a mangiare in maniera sana – continua Mercurio – è importante perché il nostro corpo necessita di tutti gli alimenti come protidi, lipidi e carboidrati. Inutile continuare con soluzioni alternative quando anche l’Osservatorio mondiale della salute pubblica dati allarmanti su nuovi mille casi di tumore al giorno”.

“La nuova pandemia del terzo millennio - rincara - sarà la diabesità: ovvero il diabete collegato all’obesità. Premetto di aver sofferto dell’obesità e di essere arrivato all’età di 40 anni e dover assumere, ogni giorno, fino a due pasticche per la pressione, oltre a dover patire altre problematiche di salute. Da sette anni, invece, ho iniziato un percorso alimentare, seguito da medici e biologi, perdendo 28 chili; arrivando completamente a eliminare il farmaco ipertensivo e riconquistando, cosa anche rilevante, maggiore energia e vitalità”.

“Dopo aver visto i risultati sulla mia persona – conclude Mercurio – ho ritenuto opportuno che portare in giro la mia esperienza divenisse l’impegno della mia vita: aiutando migliaia di persone che, come me, hanno provato e ancora provano centinaia di diete, riprendendo i chili di prima senza ottenere, dunque, alcun risultato”. (I.P.)