Processo Andromeda: 33 condanne, 3 ergastoli e 6 assoluzioni

Catanzaro Cronaca

Pene da un massimo di 30 anni a un minimo di 4 mesi e sei assoluzioni. È l’esito della sentenza emessa dal giudice per l'udienza preliminare di Catanzaro, Gaetano De Gregorio, nei confronti dei i 39 imputati (giudicati con il rito abbreviato) del processo “Andromeda” contro i clan Iannazzo, Daponte e Cannizzaro.

I reati contestati, a vario titolo, sono di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsioni, armi e per alcuni imprenditori anche il concorso esterno in associazione mafiosa. Altri due imputati sono accusati di concorso in omicidio e tentato omicidio, commessi nell’ambito della guerra di mafia fra i Torcasio ed i Cannizzaro.

Alcuni imputati sono stati condannati inoltre a risarcire le parti civili: l'associazione lametina antiracket (80.000 euro) Comune di Lamezia Terme (80.000 euro) e gli imprenditori Armando Mazzei (70.000 euro), Salvatore Mazzei (150.000 euro) e Vincenzino Strangis (100.000 euro).

L’operazione “Andromeda” è stata eseguita il 14 maggio del 2015 e condotta dalla Squadra mobile e dal Gico della Guardia di finanza coordinati dalla Dda di Catanzaro. Accolte quasi in toto, dunque, le richieste del pm Elio Romano.

Le condanne: Vincenzino Iannazzo (18 anni); Francesco Iannazzo (12 anni); Antonio Davoli (14 anni); Antonio Provenzano (14 anni e 8 mesi); Pietro Iannazzo (14 anni e 8 mesi); Giovannino Iannazzo (14 anni); Antonio Iannazzo (assolto); Emanuele Iannazzo (14 anni); Peppino Buffone (assolto); Adriano Sesto (8 anni); Bruno Gagliardi (ergastolo); Alfredo Gagliardi (ergastolo); Francesco Costantino Mascaro (10 anni); Domenico Cannizzaro (8 anni); Mario Chieffallo (8 anni); Antonio Chieffallo (8 anni); Vincenzo Torcasio “giappone” (30 anni); Peppino Daponte (8 anni); Peppino Marrazzo (assolto); Pasquale Lupia (8 anni); Antonio Liparota (assolto); Vincenzino Lo Scavo (assolto); Francesco Salvatore Pontieri (8 anni); Domenico Antonio Cannizzaro (12 anni); Antonino Cannizzaro (8 anni); Angelo Anzalone (ergastolo); Gino Giovanni Daponte (14 anni); Santo Iannazzo (14 anni); Gregorio Scalise (8 anni); Antonio Muraca (4 anni e 8 mesi); Antonello Caruso (assolto); Angelo Provenzano (un anno e 6 mesi); Vincenzo Giampà (8 anni e 8 mesi); Claudio Scardamaglia (11 anni e 4 mesi); Nathalie Angele Zingraff (4 mesi); Saverio De Martino (8 anni); Matteo Vescio, collaboratore di giustizia (4 anni e 8 mesi); Pietropaolo Stranges, collaboratore di giustizia (4 anni); Gennaro Pulice, collaboratore di giustizia (8 anni).

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