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Legge sul teatro, il coordinamento regionale a Oliverio: “Tra i due testi sostanziali differenze”

Calabria Spettacolo

La querelle tra gli operatori teatrali della regione e il presidente Mario Oliverio prosegue. Così dopo la richiesta verbale dl governatore di conoscere quali siano le osservazioni degli operatori che non sono state accolte dall’assemblea, il coordinamento del teatro calabrese (Teatri UNICAL; Scena Verticale; Teatro del Grillo; Centro R.A.T. Teatro dell'Acquario; Teatro Rossosimona; Libero Teatro; Zahir; DiciassetteBi; Chimera; LaLineaSottile; Teatro della Maruca; Maschera e Volto; Scenari visibili; Hermit Crab; TeatroP; Mana Chuma Teatro; Piccolo Teatro Umano; Proskenion; Nastro di Mobius; Dracma; Centro Teatrale Meridionale; Teatri Calabresi Associati; Teatro delle Rane; Scena Nuda; Teatro del Carro; Officina Teatrale; Spazio Teatro; ConImieiOcchi; Confine Incerto), ha chiesto un incontro a Oliverio. E afferma che trai i due testi, quello concordato con gli operatori, e quello approvato in Giunta, esistano sostanziali differenze.

“Gli “Ambiti” disciplinati, nel quale sono individuati i settori teatrali di intervento, rimasti esattamente quelli della bozza regionale del 16 settembre . Pensiamo che questi vadano ridefiniti in particolare per ciò che concerne la “distribuzione”. Essa va inserita, a nostro avviso, nel più ampio ambito della “programmazione”, ricomprendente certamente i circuiti ma anche lo sviluppo di una “rete di teatri” attraverso il riconoscimento di teatri pubblici e privati operanti nell’attività di esercizio teatrale (in linea, peraltro, con la normativa nazionale e con quella della quasi totalità delle altre regioni); nella programmazione rientrerebbero anche i festival e le rassegne e delle quali non si intravede, nel prosieguo dell’articolato, alcuna disciplina).

“Le “Compagnie di produzione”, la cui stesura sembra accogliere formalmente alcune nostre proposte ma, attraverso varie modifiche, ne tradisce lo spirito. A nostro modo di vedere, infatti, vanno meglio definite la tutela delle strutture storiche e la politica dei nuovi ingressi, in funzione di una corretta regolamentazione del sistema; l’eliminazione, fra i requisiti dei beneficiari, della sede in Calabria, sostituita con “operanti nel territorio calabrese”. Essa, ammesso che sia imposta da normative superiori, andrebbe meglio disciplinata, inserendo l’obbligo della sede operativa o un numero minimo di anni di attività in Calabria nel settore di riferimento o, ancora, lo svolgimento delle attività in via prevalente nel territorio calabrese.

Accanto a queste, molte altre osservazioni sono state disattese (sistema delle residenze, progetti speciali, albo regionale) ma esse, insieme con quelle sopra riportate, non possono che trovare migliore esplicazione in un incontro che speriamo vorrà concederci. In tale occasione avremo modo di dimostrare che le nostre proposte non rincorrono formalismi giuridici, in un puntiglioso attaccamento alle norme, ma sono finalizzate alla creazione e sviluppo di un vero “sistema teatrale regionale”. E le differenze che abbiamo riscontrato sono da noi considerate fondamentali per la realizzazione delle finalità perseguite dalla legge ed esplicitate nel suo stesso titolo.

Poi la cronologia dei fatti. “Appare però opportuno, e utile a entrambe le parti, ripercorrere le ultime tappe dell’iter di questa proposta di legge: 14 settembre 2016 – Incontro presso la Sala Oro della Cittadella Regionale, nel corso del quale ci viene consegnata una bozza della proposta di legge e ci viene richiesto di avanzare eventuali osservazioni e/o proposte modificative entro brevi termini, attesa la volontà del Governo Regionale di voler pervenire con sollecitudine all’approvazione in Consiglio Regionale di un testo condiviso; 3 ottobre 2016 – Esaminata la bozza regionale, formuliamo, nei termini concordati, una proposta modificativa; 16 dicembre 2016 – La Giunta Regionale approva, con deliberazione n. 538, la proposta di legge recante la “Disciplina del sistema teatrale regionale calabrese”; 11 gennaio 2017 – Veniamo a conoscenza del testo della proposta di legge solo in quanto pubblicata sul sito del Consiglio Regionale per effetto del deposito, effettuato dalla Giunta Regionale il precedente 4 gennaio, perché iniziasse l’iter di approvazione.

“In tutto questo tempo, malgrado le nostre continue richieste, non siamo mai stati ascoltati in merito alle nostre proposte modificative, che pure ci erano state sollecitate, né, quantomeno, informati sullo stato dell’iter legislativo. Tutto ciò non rispecchia quanto affermato nell’unico incontro del 14 settembre, nel quale si ravvisava, con nostra grande soddisfazione (poi andata svanita), la necessità prioritaria di pervenire a una disciplina sul Teatro condivisa con gli operatori del settore. Ora, nonostante la proposta di legge sia già incardinata nel procedimento consiliare, ancora una volta manifestiamo la nostra piena disponibilità a pervenire, come da Lei auspicato, alla condivisione della nuova legge sul Teatro.

“Confidiamo che voglia definire un percorso che possa condurre a tale risultato nel rispetto dei tempi ormai stretti che l’avvio dell’iter legislativo in Consiglio Regionale impone. Coltiviamo la speranza che l’obiettivo di condivisione possa essere ancora raggiunto e che Ella, se lo vorrà, saprà trovare le migliori modalità per un confronto aperto, responsabile e trasparente. Abbiamo competenze, esperienze e passione che saremmo felici, in un quadro di perseguimento di interessi collettivi, di mettere a disposizione dello sviluppo culturale della nostra Regione”.