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Comune Cosenza: irrinunciabile il Contratto di quartiere San Vito. Appello a Scopelliti

Cosenza Attualità

La realizzazione dei contratti di quartiere, finanziata con legge regionale oggi sospesa, è importante per la coesione sociale e lo sviluppo economico dei territori calabresi. Quindi, tutte le istituzioni coinvolte, di qualunque colore politico, dovrebbero collaborare al risultato finale. Fermare, invece, questi progetti senza valide ragioni non è atteggiamento accettabile né dai Comuni né dalle famiglie interessate.Questa la motivazione di fondo che ha sostenuto, questa mattina a Palazzo dei Bruzi, la conferenza stampa che l’Assessore ai Lavori pubblici e Vicesindaco Franco Ambrogio ed il Sindaco Salvatore Perugini, presente anche l’assessore all’Urbanistica Domenico Genise, hanno tenuto per informare la città dello stato delle cose in particolare sul contratto di quartiere di San Vito, uno dei più degradati di Cosenza.

Il progetto, arrivato all’approvazione definitiva della Giunta comunale la scorsa primavera, è in stand by da quando l’Assessorato regionale ai Lavori pubblici ha decretato la sospensione dei finanziamenti, adducendo – per lo più a mezzo stampa- motivazioni che non convincono i destinatari. Solo un mese fa il Consiglio comunale di Cosenza aveva chiesto agli enti regionali preposti di sbloccare la situazione, rappresentando la situazione di disagio che si vive a San Vito, dove il progetto interessa circa 280 famiglie che attendono case nuove e dignitose. Ma è poi anche l’intera città a chiedere l’intervento, che, con un investimento complessivo di 60 milioni di euro di cui 10 di edilizia pubblica ed il resto di edilizia privata, prevede non solo case nuove ma una riqualificazione generale che certamente gioverebbe all’urbanistica, allo sviluppo, alla aggregazione sociale tra persone e tra quartieri.

Dettagliata e rigorosamente fondata sui fatti l’illustrazione di Franco Ambrogio, che ha innanzitutto lamentato di non essere riuscito ad interloquire con la Regione né a livello politico, né a livello dirigenziale.“Le porte sono rimaste chiuse e già è un problema serio, una anomalia, vedere due istituzioni che non riescono a parlare. Ma oggi voglio esporre solo i fatti. E’ del 16 ottobre 2008 la legge regionale che finanzia i contratti di quartiere che furono valutati positivamente dal Ministero delle Infrastrutture. Successivamente tra Comune e Regione è stato siglato un protocollo d’intesa e stipulata una convenzione. L’allora Giunta regionale e l’allora Assessore ai Lavori pubblici Luigi Incarnato erano animati dalla volontà di fare presto anche per cercare di fronteggiare la crisi economica in atto. Ci siamo messi al lavoro e quando i nostri uffici si sono accorti che i tempi erano troppo ristretti per tutti gli adempimenti, dopo l’estate 2009, abbiamo chiesto alla Regione una breve proroga sui tempi previsti. La Regione non ha detto di no, come d’altronde capita in questi casi, che sono piuttosto frequenti. Siamo andati avanti e siamo arrivati al progetto definitivo nella scorsa primavera. Prevedevamo allora di aprire i cantieri per questa fine d’anno.

Ma, nel frattempo, c’erano state le elezioni regionali. La scorsa estate riceviamo una comunicazione dai dirigenti del Dipartimento regionale Lavori pubblici che ci invitavano a sospendere le procedure. Dopo qualche giorno, il 26 luglio, con un’altra nota, aggiungevano che, non avendo i Comuni rispettato l’originario cronoprogramma, la concessione della proroga era subordinata alle valutazioni del Consiglio regionale, per cui venivamo invitati ad interrompere i procedimenti. Il Consiglio regionale si riunisce l’11 agosto e non solo autorizza l’Ufficio competente a rimodulare la convenzione per quanto riguarda i termini dei programmi, ma riammette il Comune di Lamezia, inizialmente escluso, permettendogli di ripresentare il progetto per vederselo finanziare. Ci si aspettava, quindi, una rapida conclusione positiva della vicenda. Invece, ancora oggi, siamo al buio. Ci sono solo i lampi delle polemiche ed a queste intendo rispondere con chiarezza dicendo innanzitutto che non è vero che il progetto è sbagliato, come sostenuto da qualcuno, e poi che non è sostenibile la tesi secondo cui il blocco è determinato dalla questione del mutuo.”

Su quest’ultimo punto, l’assessore Ambrogio si è particolarmente soffermato. “Si tratta di un prestito con la Cassa Depositi e Prestiti a tasso fisso e di durata decennale, coperto attraverso i trasferimenti statali, che sono molto più cospicui della rata annuale che la Regione dovrebbe pagare. Peraltro, gli interessi maturano solo dal momento della erogazione. Quindi, ancora nessun danno c’è stato per la Regione che non ha dovuto pagare nulla. Poiché il mutuo era concesso con erogazione entro il 31 dicembre 2011, bastava andare alla Cassa Depositi e Prestiti e chiedere una proroga della scadenza. Questo semplice passaggio, invece, non è stato fatto.

Né si possono addurre quali motivazioni le decurtazioni finanziarie statali a carico delle Regioni, se si considera che i tagli non hanno comunque impedito di prevedere di recuperare il progetto – ed il finanziamento- per Lamezia. Allora: non si capisce qual è il problema. Comprendiamo solo che perdere tempo è un delitto per la città. Qualcuno potrebbe pensare che si indugia in attesa delle prossime elezioni. Noi ci auguriamo che non sia così. In ogni caso, chiediamo con determinazione decisioni immediate per rimodellare la convenzione ed ottenere la proroga dei mutui. Ci auguriamo di non dover convocare altre conferenze stampa di questo tipo nelle prossime settimane per altri progetti non meno importanti.”

Dopo Ambrogio, ha preso la parola il Sindaco Salvatore Perugini.“Il contratto per San Vito è una straordinaria opportunità per un quartiere per molti anni trascurato e sul quale questa Amministrazione ha puntato l’attenzione e la propria operatività. Ringrazio perciò gli assessori, i dirigenti, il Presidente della IV Circoscrizione Sacchetti ed il consigliere Giuseppe Mazzuca per essersi tutti fortemente spesi per far progredire il progetto. Ringrazio anche il Consiglio comunale che ha espresso una posizione molto netta. Noi non vogliamo alimentare un fronte di polemiche ma dare una corretta informazione alla città e proporci con spirito collaborativo per risolvere i problemi. Sempre che essi esistano, perché noi ancora non li conosciamo. Un’Amministrazione regionale che cambia colore politico ha il diritto di affermare le caratteristiche di originalità che le appartengono. Ma c’è, di contro, il dovere di continuità amministrativa sulle cose buone che si fanno per i cittadini. O, in alternativa, il dovere di motivare compiutamente perché si sceglie di interrompere un processo. Non è invece tollerabile che questo avvenga in assenza di concrete ragioni.

Il tema della casa è stato affrontato troppo poco spesso negli ultimi decenni. L’ultimo Piano Casa è di fanfaniana memoria ed ha prodotto risultati positivi. Più di recente abbiamo sentito riaffermare che una delle misure da mettere in campo contro la crisi doveva riguardare la ripresa del settore edilizio. Ebbene, la Legge regionale 36/2008 oggi bloccata non riguarda solo il finanziamento dei contratti di quartiere, ma la concreta possibilità di rimettere in moto l’edilizia sociale, che è l’unica che può rispondere alle esigenze di casa dei ceti più deboli. La drastica manovra finanziaria governativa che taglia i fondi è reale, ma va chiarito che essa riguarda la spesa corrente, non quella in conto investimenti che è influenzata solo dal rispetto del patto di stabilità. Allora, ognuno deve assumersi chiaramente le responsabilità delle proprie decisioni”. In conclusione, il Sindaco si è rivolto direttamente al Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti.

“Colgo l’occasione per rivolgermi al Presidente Scopelliti, con il quale nei mesi scorsi, quando era ancora sindaco, abbiamo avuto un dialogo corretto nell’ambito dell’Anci. Gli chiedo che su questa vicenda produca una forte accelerazione affinchè gli strumenti normativi, supportati dalle risorse finanziarie, possano concretamente attuarsi a beneficio non di una Amministrazione comunale, ma della comunità. Spesso si invocano politiche di cambiamento. In quest’ottica, cosa meglio di realizzazioni concrete sui nostri territori per aumentare la qualità della vita e la coesione sociale? Se non si fa così, non si ha poi il diritto di lamentarsi per un’immagine del Sud che non sa spendere. E’ un sacrilegio perdere tempo. E questo vale sia per il contratto di quartiere che per i fondi strutturali Asse Città. Mi riferisco in particolare a due convenzioni sottoscritte e decisive per lo sviluppo: metropolitana di superficie e aree urbane Cosenza-Rende. Il federalismo istituzionale che ci piace è fondato sul principio di leale collaborazione fra Amministrazioni e sul protagonismo dei territori rispetto al centralismo dello Stato. Non vorremmo che a quest’ultimo si sostituisse ora il centralismo delle Regioni.”