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LETTERE. Oliverio e Scura invece di far finta di litigare vadano a Roma a difendere i malati calabresi

Calabria Sanità

Riceviamo e pubblichiamo.

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"L’ennesimo (apparente) scontro tra il governatore Oliverio e il commissario Scura sulle sorti della sanità calabrese è un evidente scontro personale e di potere che nulla ha a che fare con i problemi dei malati calabresi perché se tenessero entrambi alle sorti dell’efficienza sanitaria calabrese, invece di beccarsi come i polli di Renzo, dovrebbero rivolgere le loro energie contro i veri responsabili e le vere cause del degrado della sanità della Calabria.

I veri responsabili romani del degrado sanitario calabrese sono Renzi, Lotti, Lorenzin, la conferenza Stato-Regioni dominata dalle regioni del nord, la vera causa invece è il sottofinanziamento della sanità calabrese che dura fin dal 1999.

Il sottofinanziamento della sanità calabrese in particolare, ma di tutto il sud Italia, è cosa ormai nota da tempo e denunciata da un lunghissimo elenco di enti e istituzioni: Istat, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri, Agenas, Commissioni Sanità di Camera e Senato nei loro “Rapporti Sanità”, dichiarazioni degli assessori alla sanità delle regioni meridionali ogni anno alla conclusione dei lavori della Conferenza Stato-Regioni per il riparto dei fondi sanitari alle regioni, perfino il ministro della salute Fazio fin dal 2011 e, ahime!, anche l’attuale ma inetta Ministra della Salute Lorenzin.

Ma vi è un atto che inchioderebbe alle loro responsabilità i contendenti Oliverio e Scura ed è il decreto n. 103 del 30 settembre 2015 che alla pag. 33 dell’allegato n. 1 (parte integrante del decreto stesso) denominato “Profilo di salute della popolazione calabrese” recita testualmente: “Si sottolineano (in Calabria) valori di prevalenza più elevati (almeno del 10%) rispetto al resto del Paese per diverse patologie.”

Tradotto in numeri vuol dire che la Calabria ha ben 260 mila malati cronici in più della media italiana a parità di popolazione in quanto abbiamo calcolato che la percentuale è in realtà ben il 14.5%. Visto che il decreto è a firma sì dei commissari Scura e Urbani (sponsorizzati rispettivamente il primo dal duo Renzi-Lotti e il secondo dalla ministra Lorenzin) ma è firmato anche dal dott. Fatarella, responsabile del Dipartimento Sanità della Regione Calabria (leggi Oliverio), un cittadino calabrese comune si sarebbe aspettato che entrambi Oliverio e Scura, appena finito di firmare un decreto che certifica la maggiore prevalenza di molte malattie croniche della Calabria, si fossero catapultati entrambi a Roma per richiedere i giusti finanziamenti proprio per difendere e curare al meglio questi malati calabresi.

Da notare che l’allegato del decreto che certifica la maggiore presenza delle malattie in Calabria è di patrimonio della Conferenza Stato-Regioni ed elaborato con dati del Ministero della Salute. Insomma tutti sanno.

Ma c’è di più, la Calabria con i sacrifici sia dei calabresi sani che pagano più tasse a causa del piano di rientro e sia dei malati che ormai non possono curarsi più, sempre a causa dei risparmi imposti dal piano di rientro, ha risanato il presunto deficit già da anni ma continua ad essere sottoposto sia al piano di rientro che al commissariamento della sua sanità.

La conseguenza tragica di questo ingiusto e dannoso piano di rientro sanitario è che dopo sette anni di piano di rientro e cinque anche di commissariamento, i livelli essenziali di assistenza (LEA) nell’ultimo rilevamento del 2016 sono scesi ai minimi storici. Da ciò ne consegue una constatazione evidente e cioè che sia il piano di rientro che il commissario Scura hanno peggiorato la sanità calabrese per cui o il commissario Scura è un incapace oppure è proprio il sottofinanziamento della sanità calabrese a fronte della maggiore presenza delle malattie che necessiterebbe della immediata sospensione del piano di rientro, il ritiro di Scura e un riparto dei fondi sanitari adeguato ai bisogni dei malati calabresi.

Il fatto che il commissario Scura dopo aver firmato il decreto n. 103 non si sia dimesso o non sia andato a Roma per chiedere giustizia per i malati calabresi, indicherebbe che tanto capace non è; è capace invece di restare attaccato alla sua sedia e al suo lauto stipendio.

Per quanto riguarda il governatore Oliverio, anch’egli tenero e sottomesso verso i referenti romani del suo partito, responsabili del disastro della sanità calabrese, temiamo che si è scontrato con Scura per poter gestire egli in prima persona le assunzioni in sanità per fini clientelari ed elettorali.

Perse le speranze di riscatto della sanità calabrese con Scura e Oliverio speriamo nei parlamentari calabresi, nei sindacati o almeno nei medici del consiglio regionale, e poi che ci mandassero anche dieci commissari ma dopo averci dato i fondi necessari, cha attualmente vanno alle regioni del nord Italia, per curare i malati calabresi".

Giacinto Nanci (medico di famiglia a Catanzaro)



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