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Calabria terra di tesori dimenticati

Calabria Attualità Flavio Francesco Falvo
monumento ai fratelli Bandiera

Dal governo, quello regionale, attorniato da gente indagata per i più svariati reati, si continua a sproloquiare. Si continua, in maniera imperterrita, a parlare, a predicare bene ma soprattutto, a razzolare male. In una regione come la Calabria dove c'è fame di lavoro e di certezze in tutti i campi, si continua a navigare ed a procedere a tentoni e senza una programmazione seria ed indirizzata ad una realtà estremamente difficile.

Le solite, immancabili, promesse elettorali restano favole che difficilmente si traducono in fatti reali e concreti. Le prove sono l'aeroporto di Crotone, il porto di Gioia Tauro, le difficoltà degli ospedali e della sanità in tutta la regione e mille altre problematiche che difficilmente troveranno risposte adeguate dalla politica, da questa classe politica.

È mai possibile che in una regione come la Calabria, ricchissima di beni culturali, ne sono testimonianza i dati del Censis, non si riesca a tradurre in occupazione e moneta sonante questo immenso patrimonio consegnatoci dalla storia e dalla natura, fatto di siti archeologici (in ognuno dei 409 comuni calabresi ci sono le tracce di un passato glorioso), di musei, di monumenti storici e religiosi, di bellezze naturalistiche e paesaggistiche?

È normale che questa regione sia priva, a tutt'oggi, di un assessore ai beni culturali ed al turismo degno di questo nome? Anche un bambino capirebbe che tutto questo non è normale e che sfugge ad ogni logica.

A riprova della trascuratezza in cui versano le ricchezze di questa regione solo due foto a corredo di questa riflessione, testimonianze della sciatteria alla quale il patrimonio culturale della regione è costantemente sottoposto rispettivamente il monumento ai fratelli Bandiera, visibilmente trascurato da una ‘città senza memoria’ e l'altro, il mausoleo (meglio conosciuto come la pietra del tesauro) del console romano Marcello, abbandonato alla furia devastatrice di ignoti criminali, nei pressi dell'antica Petelia, l'odierna Strongoli. Si mediti su questo scempio.