Interdittiva antimafia a società di imprenditore lametino

Catanzaro Cronaca

Emergerebbero “elementi di permeabilità criminale” tali da “influire anche indirettamente sull’attività dell’impresa” che, secondo il prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia, porterebbe la Venice Top Management a trovarsi “in una condizione di potenziale asservimento” o “condizionamento alle iniziative della criminalità organizzata”. Così l’azienda in questione è stata raggiunta da un’interdittiva antimafia. La società, di proprietà di un imprenditore lametino, Antonio De Martino, gestisce le più importanti spiagge dove sorgono gli hotel De Bains ed Excelsior.

Nelle carte della prefettura, Cuttaia scrive che l’imprenditore “nella gestione delle attività” si sarebbe “avvalso di contatti, relazioni con politici e funzionari pubblici ed anche esponenti della criminalità organizzata” e avrebbe esercitato “pressioni al fine di ottenere le necessarie autorizzazioni, per l’aggiudicazione di lavori e il conseguimento dei necessari finanziamenti, nonchè per ottenere notizie riguardanti controlli sulle proprie attività”.

Antonio è figlio di Saverio De Martino, uno dei 39 imputati al processo Andromeda, e ritenuto dagli inquirenti presunto collegamento del clan Iannazzo di Lamezia Terme. De Martino, secondo gli inquirenti, avrebbe fornito supporto logistico a Venezia al presunto capoclan Vincenzino Iannazzo detto il “il moretto”. Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe agevolato il presunto capocosca a sottrarsi all’applicazione della sorveglianza speciale. De Martino da Lamezia si era trasferito a Venezia dopo che il figlio si era reso responsabile di un omicidio colposo in una notte di Capodanno degli anni ‘90 e anche dopo che lo stesso Saverio De Martino era rimasto vittima di un tentato omicidio.

23 notizie correlate