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Sanità. È guerra aperta Oliverio-Scura, Giunta: bloccheremo le scelte strategiche del commissario

Calabria Salute

È guerra aperta quella che sembra essere stata avviata apertamente dal governatore della Calabria, Mario Oliverio alla struttura commissariale della sanità regionale. E la battaglia è a suon di leggi ma, soprattutto di mozioni, come quella approvata proprio ieri sera e che “impegna” il Presidente della Giunta “a voler assumere tutte le iniziative” per sospendere le scelte strategiche delle attività dei commissari, almeno fino alle nuove determinazioni che saranno assunte dal Consiglio dei Ministri.

Oliverio si fa forte di quanto inserito nella Legge di Bilancio 2017, emanata prima della sua caduta dal Governo Renzi e che, in particolare, ridefinisce i poteri dei commissari ad acta nelle Regioni sottoposte ad una Piano di rientro; commissariate, in pratica, per l’enorme debito sanitario accumulato e che riporta in capo ai Presidenti delle Regioni gli stessi poteri commissariali e, contemporaneamente, rimuove le incompatibilità esistenti precedentemente.

Secondo la mozione della Giunta, insomma, “la fase meramente transitoria è assai limitata nel tempo, quindi, dovrebbe consigliare alla struttura commissariale … un comportamento di rispetto della volontà espressa dal Parlamento italiano”.

Ma il casus belli appare ben un altro: Scura e Urbani hanno, nelle ultime ore, assunto “provvedimenti strategici che avranno ricadute nei prossimi anni” per Oliverio “senza il supporto istruttorio e di legittimità del dipartimento Salute della Regione”: come quello sul piano delle assunzioni a tempo indeterminato del personale del Servizio Sanitario calabrese, sul budget 2017 (con l'aumento del tetto di spesa rispetto al 2016) per le attività ospedaliere accreditate. Sempre secondo il governatore, poi, si evidenziano “a mo’ di esempio" delle decisioni definite "insopportabili" come "la mortificazione delle attività del Sant’Anna Hospital di Catanzaro (cardiochirurgia) che si annovera tra le poche strutture di eccellenza dell’intera Calabria e compete autorevolmente all’interno dell’intero sistema sanitario nazionale”.

Per la Giunta, insomma, il commissario alla sanità avrebbe assunto “decisioni assai discrezionali ed al di fuori di qualsiasi strategia per il rilancio del servizio sanitario calabrese” decisioni che “in queste ore stanno determinando comprensibili tensioni sociali”, viene affermato.

Si fa infine notare come anche le associazioni di categoria abbiano “ripetutamente sollecitato sia la Regione che la Struttura Commissariale ad un confronto sui criteri da adottare per le scelte da assumere per l’anno” prossimo e che in sette anni di gestione commissariale “mai si è proceduto alla individuazione dei budget nell’anno precedente a quello di riferimento e paradossalmente viene fatto solo oggi che i commissari sono in uscita”.