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Bilancio Regionale, Consorzi di Bonifica: lasciati di nuovo “a secco”

Calabria Attualità

L’approvazione da parte del Consiglio Regionale di domani del Bilancio di previsione finanziario 2017-2019 e dei provvedimenti collegati “lascia ancora desolatamente a secco (o quasi) i Consorzi di Bonifica e Irrigazione”.

Questa l’amara valutazione che ha indotto i presidenti di quattro Consorzi, Grazioso Manno (Ionio Catanzarese), Giandomenico Caridi (Basso Ionio Reggino), Domenico Piccione (Tirreno Vibonese) e Filippo Zerbi (Tirreno Reggino), a scrivere una lettera, con delle richieste motivate, al Presidente della Giunta Mario Oliverio, al Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto e a tutti i Consiglieri regionali.

“Nel corso degli ultimi mesi, - si legge nella missiva - numerose sono state le riunioni riguardanti le problematiche dei Consorzi di Bonifica". E' quanto si legge in una nota dei Consorzio di Bonifica Basso Ionio Reggino, Ionio Catanzarese,Tirreno Vibonese Tirreno Reggino. In particolare l’incontro del 16 novembre scorso, alla presenza delle Organizzazioni Sindacali, dei Dirigenti dei Dipartimenti Agricoltura e Presidenza e dell’On. Mauro D’Acri. Una riunione molto qualificata – aggiungono – il cui esito era stato messo nero su bianco anche in un verbale sottoscritto da tutti i partecipanti. Sembrava avere imboccato la strada giusta, ma quando siamo andati a spulciare nelle voci di bilancio abbiamo trovato quasi nulla di quello che si era concordato”.

I Consorzi sostengono di essere stati, ancora una volta, penalizzati dal mancato finanziamento delle funzioni fondamentali. “Le richieste avanzate – affermano - non sono una lista della spesa ma, indispensabili risorse finanziarie rispetto alle funzioni che gli enti di bonifica e irrigazione assolvono”.

Le richieste dei Presidenti, avanzate dal loro portavoce Grazioso Manno, sono: per la L.R. 3/06/1975 n. 26 (Interventi nel settore delle infrastrutture rurali e delle Opere Pubbliche di bonifica): rideterminare l’importo di € 500.000,00 in 1.000.000 euro; la L.R. n. 11/2003 ( Disposizioni per la bonifica rurale. Ordinamento dei Consorzi di Bonifica. Artt. 10 e 26) non risulta finanziata e quindi si chiede un rifinanziamento per 1.000.000 euro. La L.R. 30/12/2015 n. 31 (Legge di stabilità regionale 2016- art. 3, comma 12 – Gestione dighe regionali): si chiede di rideterminare l’importo da 50.000 euro 200.000 euro.

L’altra richiesta e già approvata in commissione è l’ok immediato dei Piani di Classifica “anche prevedendo eventualmente l’abolizione dell’art. 23 lettera a), della L.R. 11/2003. Sono richieste motivate e necessarie - chiariscono ulteriormente i Presidenti – infatti garantiscono interventi, utili per la prevenzione del dissesto idrogeologico, svolti in economia dai Consorzi di Bonifica attraverso l’utilizzo di operai stagionali; assicurano un’agricoltura di qualità anche attraverso l’indispensabile e necessaria manutenzione sulle reti irrigue regionali e interventi ordinari e straordinari sulle dighe regionali”.

“Dal 2010 ad oggi – proseguono - i finanziamenti regionali per gli Enti di bonifica sono andati via via diminuendo, fino ad essere completamente azzerati nel 2015. Eppure – sottolineano – in questi anni, con coraggio e abnegazione, abbiamo portato avanti un percorso di responsabilità volto ad una più razionale, efficiente e trasparente gestione degli enti attuando anche una drastica riduzione della spesa: cosa che forse è avvenuta poco in altri settori ed enti. Vi sono - concludono – spazi sufficienti affinchè in Consiglio regionale non ci si trovi davanti ad un bilancio blindato e in sede di approvazione possano essere apportate quelle che riteniamo giuste soluzioni per garantire interventi sul territorio e occupazione".