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Serrao (FdI): Oliverio commissario della sanità, emendamento “referendario”

Catanzaro Politica

“È fatto risaputo che i bambini nella loro spontaneità conservano una carica di cattiveria infantile e che, ai tempi in cui eravamo anagraficamente tali, per evidenziare che si trattava di un falsa vittoria, solo di una titolarità di apparenza, si apostrofava l’amico con l’espressione: bravo hai vinto il mongolino d’oro. Oggi i tempi sono cambiati e siamo arrivati al Tapiro d’oro, non cambiando la sostanza del premio fasullo come è fasulla la vittoria e, possiamo consegnarlo al governatore Oliverio, senza scomodare “Striscia la notizia” e senza disturbare i bambini rimasti in noi!".

Lo afferma in una nota Alfredo Serrao, Portavoce cittadino Catanzaro di FdI-AN. “Sappiamo tutti – aggiunge - che l’emendamento che restituisce ai governatori la titolarità di commissario nella sanità, ha un nome, norma De Luca il governatore della Campania e già questo la dice lunga sull’importanza che il governatore Oliverio ha nei vertici di Palazzo Chigi. Lui – Oliverio – tuttavia da buon portoghese della politica si imbuca abusivamente sul treno degli emendamenti di colore referendario, magari lucida il suo pelo da buon “lupo” della Sila, sfodera gli artigli, ma inconsciamente sa bene di avere zampe ed armi spuntate: perché rappresenta quella politica che è stata muta ed ha tramato in sanità contro i cittadini, nella sua guerra ai commissari Scura e Urbani o, se ancora non bastasse quella politica che ha fatto in sanità monopolio di nomine, di primari e di tutto quello che costituisce potere…il risultato resta sempre d’oro (?)”

“Se questo è il risultato – prosegue il portavoce di Fdl-An - allora paradossalmente meglio la gestione commissariale di Scura, che poi non è tanto il problema, meglio dialogare con chi ha voglia di ribaltare un sistema – la premiata ditta sanitaria Oliverio- che ha dimostrato il limite, che ha seminato macerie, avallando nel silenzio le trame del Dipartimento regionale alla salute o forse meglio le omissioni delle diverse Asp territoriali, che in determinate situazioni sono ampiamente nell’alveo del reato penalmente rilevante. Anche perché solo pensare, ritornando ad una valutazione civica a Catanzaro, che la benedetta integrazione aziendale ospedaliera Dulbecco, possa passare dalle stanze del governatore al decimo piano della cittadella, francamente suscita ilarità”.

“Un ilarità di genere horror – conclude Serrao - dove troveremo simpaticamente innovativo integrare reparti, dove il doppione è la norma e dove il primario è la forma politica, in spregio a qualunque tentativo di recuperare una eccellenza in termini sanitari. “Ma, nonostante tutto il premio è assicurato, chiamatelo mongolino o tapiro, dove il nobil metallo, l’oro, è solo una finzione!".