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Teatro “Costabile” di Lamezia Terme, in scena “Terroni”

Catanzaro Spettacolo

Martedì 1 dicembre alle ore 20.30 al teatro politeama “Franco Costabile” di Lamezia Terme andrà in scena lo spettacolo teatrale “Terroni”. Si tratta di un fuori programma della sesta edizione della rassegna “Vacantiandu – Città di Lamezia Terme”, organizzata dall’associazione “I Vacantusi”, sotto la direzione artistica di Nicola Morelli, Walter Vasta e Sasà Palumbo. L’evento “Terroni” è stato organizzato in collaborazione con l’associazione culturale “Osservatorio delle due Sicilie” e vedrà la partecipazione dell’autore e attore Roberto D’Alessandro e del giornalista e scrittore Pino Aprile, autore del libro da cui è tratto lo spettacolo, il quale presenterà la sua ultima fatica letteraria “Carnefici”.

Uno spettacolo doppio, con l’ormai nota carica narrativa storica del best seller “Terroni”, col quale Pino Aprile ha contraddistinto e avviato una rivisitazione della storia del Sud Italia e dell’Unità d’Italia, con la sua crudele connotazione di conquista e di massacro e la trasposizione teatrale dello stesso racconto realizzato magistralmente da Roberto D’Alessandro, in quale la sera precedente presenterà lo stesso spettacolo al teatro Rendano di Cosenza. Da “Terroni” a “Carnefici”, un viaggio nell’altra-storia, da vittima a carnefice quindi, che avrà inizio alle ore 19.30 con la presentazione del libro e che proseguirà con la rappresentazione teatrale.

Roberto D’Alessandro, autore, attore e regista calabrese, nato a Montalto Uffugo in provincia di Cosenza ma cresciuto artisticamente a Roma alla Scuola di Gigi Proietti, porta in scena la storia raccontata dal giornalista Aprile in una pubblicazione di grande successo editoriale. Lo spettacolo nasce proprio dall’esigenza di divulgare il contenuto dell’omonimo libro, con la necessità di far conoscere al maggior numero di persone la vera storia dell’Unità d’Italia, della sua economia, di quanto finora taciuto dalla storiografia ufficiale sugli eccidi compiuti durante la cosiddetta “lotta al brigantaggio”, sugli squilibri tra Nord e Sud su cui fu basata tutta l’economia del nascente Regno D’Italia, su come di fatto l’Unità d’Italia fu un atto di conquista sleale e scorretto da parte del Piemonte a danno del Regno delle Due Sicilie.

Se non si ristabilirà la verità su ciò che è accaduto 150 anni fa, l’Italia non vivrà mai alcuna pacificazione – si legge nelle note dello spettacolo da parte di D’Alessandro – la creazione di una supposta e sostenuta minorità meridionale è l’atto più grave che i fratelli del Nord hanno fatto ai danni dei fratelli del Sud, ancora esiste a Torino il Museo Lombroso, che aveva trovato (a dir suo) il cranio del delinquente naturale vicino Catanzaro, per altro ancora esposto nel museo e recante nome, cognome e provenienza. Si riflette, in sintesi, su come ancora oggi la differenza di trattamento tra Nord e Sud sia marcata, sull’assenza di infrastrutture nel Mezzogiorno e della deliberata volontà di mantenere il Sud in una condizione coloniale, poiché questo è stato sin dall’unificazione, e da colonia il Sud viene ancora trattato. Dalla presa di coscienza si spera poi un risveglio culturale e una riscossa, politica, economica, sociale”.

Roberto D’Alessandro è, inoltre, testimonial del Comitato No Lombroso che tenta da anni di far chiudere il Museo Lombroso di Torino nel quale vengono ancora esposti i crani dei cosiddetti briganti meridionali che dimostrerebbero la natura del delinquente naturale, aberrazione della scienza e inaccettabile opera di propaganda antimeridionale. “Fortunatamente – afferma D’Alessandro – un’ondata meridionalista sta agitando gli intellettuali italiani, sia in Italia che nel resto del mondo”.