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Nanci, lettera aperta a Scura e Urbani sul diritto alla salute dei cittadini

Calabria Salute

"Sig. commissario per l’attuazione del piano di rientro sanitario della regione Calabria dott. Scura credo che dovrebbe chiedere un incontro con il presidente del consiglio Renzi che ha annunciato una sua visita in Calabria nel mese di Novembre. Lo dovrebbe chiedere perché il piano di rientro sanitario calabrese, la sua applicazione da Lei fatta e il sotto finanziamento della sanità calabrese hanno di fatto modificato la Costituzione abolendone in Calabria l’art. 32. Art. 32 che recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

E' quanto scrive in una lettera aperta Giacinto Nanci, medico di Famiglia a Catanzaro

"In Calabria - continua la missiva - l’art.32 è praticamente abolito perché: 1) la Calabria è tra le regioni d’Italia al terzultimo posto per spesa sanitaria pro capite pubblica e privata, spende quindi pochissimo, 2) La Corte dei Conti ha classificato la Calabria al penultimo posto , con 36 euro procapite per spesa di tickets per farmaci, per spacialistica e per codici verdi dei pronto soccorso, certificando in tal modo il fatto che i calabresi non si curano in quanto avendo la Calabria almeno duecentomila malati cronici in più della media italiana se si curassero dovrebbero spendere almeno quattro volte i 36 euro ed essere in testa alla classifica, 3) in Calabria, a causa del sotto finanziamento della sanità, “si muore prima” per come ha denunciato nel Luglio 2016, con un drammatico documento, la FNOMCeO, 4) dopo sette anni di piano di rientro e cinque di commissariamento l’applicazione dei LEA in Calabria è al minimo storico, 4) Il piano di rientro e il suo commissario impongono tickets esagerati che hanno portato la Calabria ad essere la regione con il più alto numero di cittadini che evitano di curarsi per motivi economici, 5) Il piano di rientro e il suo commissario impongono un aumento di tasse (accise, irpef etc. etc.) alla regione più povera d’Italia. Causa dell’abolizione in Calabria dell’art.32 è proprio il piano di rientro e la sua applicazione fatta da Lei in qualità di commissario il tutto in aggiunta al danno del sotto finanziamento della sanità calabrese".

Prosegue Nanic: "Ma perché alla Calabria è stato imposto il piano di rientro e il commissario?. Per un presunto sforamento del tetto della spesa sanitaria che sarebbe stata al di sopra della media italiana. Il “peccato originale” di questa decisione è che i governi, compreso quello del presidente Renzi, hanno fatto un calcolo puramente economico che non ha tenuto conto della numerosità delle malattie. Infatti: 1) la Calabria ha un sotto finanziamento della sua sanità perché il riparto dei fondi sanitari alle regioni è fatto con il criterio della popolazione pesata (che dura fin dal 1999) e da qualche anno anche con quello dei costi standard, criteri entrambi che danno meno soldi regioni come la Calabria che hanno un indice di vecchiaia ancora basso, 2) la Calabria ha una maggiore prevalenza di malattie croniche a più alta spesa sanitaria per come certificato anche dal suo DCA n. 103 del 30/09/2015 (da Lei firmato e controfirmato dal responsabile del Dipartimento Salute della regione Calabria dott. Fatarella) nel quale alla pag. 33 dell’allegato n. 1 “Salute Calabria” si legge “Si sottolineano valori di prevalenza più elevati (almeno del 10%) rispetto al resto del Paese per diverse patologie”.

"Documento “Salute Calabria” recepito dal DCA n. 103 dalla Conferenza Stato-Regioni, istituzione che dovrebbe essere deputata alla corretta ripartizione dei fondi sanitari alle regioni. Quindi la Calabria soffre di un doppio handicap: a) maggiore prevalenza di malattie croniche (non è il 10% ma ben il 14,5%) e b) un sotto finanziamento cronico (fin dal 1999) della sanità. La Calabria non ha quindi sforato il tetto di spesa sanitaria ma era il tetto sottostimato rispetto alla numerosità delle malattie presenti in Calabria, curando i troppi malati essa ha dovuto per forza spendere un pò di più della media italiana. Il piano di rientro e il commissariamento che hanno imposto ulteriori risparmi sul già insufficiente finanziamento hanno causato di fatto la sospensione dell’art. 32 della Costituzione e fatto tanto danno ai malati, e non malati, calabresi. Ecco perché Lei commissario Scura dovrebbe chiedere un incontro con il presidente Renzi e rappresentargli il fatto che se Lei continua ad applicare il piano di rientro in questa situazione non può che fare ulteriori danni ai malati calabresi e di fatto mantenere la sospensione dell’art. 32. E visto che il Presidente viene in Calabria per sponsorizzare la sua riforma della Costituzione, che di Costituzione si parli, e della prima parte, quella dei diritti fondamentali, di cui fa parte l’art. 32, che nessuno si dovrebbe mai sognare di mettere in discussione. Dovrebbe quindi chiedergli la sospensione del piano di rientro o, in subordine, il corretto finanziamento del sistema sanitario calabrese basato sulla numerosità delle malattie e non più sul calcolo della popolazione pesata. Se ciò non avviene deve essere chiaro che i malati calabresi sono stati, sono e continueranno ad essere trattati, ne più ne meno, come gli emigranti che vengono gettati in mare dai barconi. I malati calabresi sono e saranno gettati fuori dal “barcone sanità Calabria”, non a caso in mezzo al mediterraneo. In un modo o nell’altro sempre di morte si tratta".