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Traffico di coca, dal Sud America a Roma per rifornire la ‘ndrangheta

Calabria Cronaca

Sin dagli anni ’80 si sarebbe occupato di traffici di droga. All’epoca delle indagini, il 2014, Giovanni Arcuri era in libertà vigilata, tra l’altro partecipando al Gruppo teatrale del carcere di Rebibbia come ex detenuto. Insieme ad un'altra persona, però, un avvocato, Sergio Boeri, si ritiene vantasse dei contatti stabili con i narcos colombiani attivi in Spagna, con i quali avrebbe trattato l’acquisto di 140 chili di coca che pare fossero destinati ad acquirenti contigui ad una cosca di ‘ndrangheta calabrese, rappresentata anch’essa in Spagna da propri esponenti.

All’alba di oggi i Finanzieri di Roma hanno fatto scattare una maxi operazione antidroga, denominata “Promotor Fidei”, che ha portato all’arresto di 14 persone (di cui una deceduta nel luglio scorso), a cui vengono contestate diverse ipotesi di traffico internazionale di stupefacenti.

GLI ARRESTATI

I destinatari dell’ordinanza di custodia cautelate in carcere sono: Giovanni Arcuri, nato a Roma nel 1957; Carlo Avellini, nato a Perugia nel 1946 (ai arresti domiciliari ma si tratta di una persona deceduta); Stefano Barbanera, nato a Bergamo nel 1957; Guido Boccanera, nato a Roma nel 1963; Sergio Boeri, nato a Sanremo nel 1969; Victor Maria Joseph Bruyndonx, nato in Belgio nel 1939; Arturo Ceccherini, nato a Roma nel 1947; Robert Carlos Hernandez, nato in Venezuela nel 1964; Antonio Martone, nato a Fondi (LT) nel 1957; Gabriele Merzari, nato a Verona nel 1956; Nicola Napoletano, nato a Milano nel 1947; Claudio Piccirilli, nato a Roma nel 1952; Mario Polia, nato a Fiuggi (FR) nel 1956 e Fabio Zelli, nato a Roma nel 1959.

LE INDAGINI PARTITE DAL BELGIO

Le investigazioni, condotte dal Gico, prendono spunto da una collaborazione internazionale con la Polizia Federale di Bruxelles che, nell’agosto 2014, aveva fornito delle informazioni su un traffico di droga proveniente dalla Repubblica Dominicana e destinato a diversi Paesi europei. Gli investitori belgi segnalavano in particolare l’attività di Arcuri.

Sotto il coordinamento della Dda capitolina, così, le Fiamme Gialle avrebbero individuato un sodalizio attivo a Roma, Verona, Perugia e in provincia di Latina.

Secondo le indagini Arcuri, quotidianamente in contatto con l’avvocato Arturo Ceccherini, e insieme al presunto narcotrafficante belga Victor Maria Joseph Bruyndonx, avrebbero tentato diverse volte d’importare grossi quantitativi di droga dalla Colombia e dal Perù, e soddisfare le piazze di spaccio di Roma e Perugia, città - quest’ultima - in cui sarebbe stato attivo il pregiudicato Carlo Avellini, raggiunto dall’ordine d’arresto ma deceduto il 26 luglio di quest’anno. Nel febbraio 2015, Ceccherini - avvocato romano - è stato arrestato dalla Polizia olandese per traffico internazionale di stupefacenti e per questo condannato. Avrebbe tentato l’importazione di 13 chili di coca giustificandosi allora di essere solo in “viaggio di lavoro”.

Con l’aiuto dei colleghi belgi, spagnoli e olandesi, il Gico avrebbe poi appurato che Arcuri fosse in contatto, per gli affari illeciti, con Sergio Boeri, all’epoca in regime di semilibertà, praticante avvocato, e noto alle cronache per essere stato il primo laureato richiuso nel Carcere di Rebibbia.

Boeri sarebbe stato a capo di un gruppo criminale insieme al “factotum” Stefano Barbanera (emissario per i rapporti con l’estero) e aiutato da Gabriele Merzari (pregiudicato veneto ritenuto come il corriere) e dai sodali del basso Lazio Antonio Martone e Nicola Napoletano, accusati questi di diversi tentativi d’importazione di droga dal Venezuela e dal Brasile.

I RAPPORTI CON I NARCOS COLOMBIANI IN SPAGNA

Secondo gli inquirenti, nonostante avesse intrapreso apparentemente un percorso riabilitativo Boeri, insieme ad Arcuri, vantava come dicevamo contatti con narcotrafficanti in Spagna. Inoltre, sarebbe stato in collegamento anche con un altro pregiudicato romano, Guido Boccanera, a sua volta in contatto con il narcotrafficante venezuelano Robert Carlos Hernandez (di stanza in Spagna e oggi arrestato) per quanto riguardava l’organizzazione dei singoli traffici destinati alla Capitale. Nel settembre 2015, si era difatti giunti al sequestro, a Savona, di 1,1 chili di cocaina, arrestando in flagranza non solo i corrieri ma anche i fornitori colombiani.

Indagini parallele nei confronti di Boccanera avrebbe raccolto prove a sua carico che dimostrerebbero la sua operatività, aiutato da Mario Polia e da Fabio Zelli, su diverse attività di spaccio, anche destinata a mercati fuori regione.

Nell’ottobre 2015, in questo contesto, erano stati arrestati i fratelli Maurizio e Alberto Nucci nonché un loro parente, Gabriele Nucci, che avrebbero acquistato da Boccanera circa 50 grammi di cocaina.