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Medico “provoca” Renzi: faccia qualcosa per malati calabresi e voto Si al referendum

Calabria Salute

"Signor Presidente Lei tiene molto al referendum sulla Sua riforma costituzionale e vorrebbe che gli italiani votando Si la approvino. Ho letto i 41 articoli della legge e mi sono convinto a votare No, perché anche se nella riforma c’è qualcosa di buono ce ne sono parecchie altre che non mi convincono per niente. Ma siccome anche io tengo molto, essendo un medico, alla salute dei miei assistiti calabresi, le propongo un patto: Lei fa qualcosa per i malati calabresi ed io mi impegno a votare Si al Suo referendum perché la salute dei calabresi viene prima di ogni altra cosa”.

Giacinto Nanci, un medico di famiglia a Catanzaro, ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera, che inizia con le righe appena lette, al premier Matteo Renzi, proponendogli, appunto, un singolare “patto” elettorale: un sì alla riforma costituzionale che si voterà nel prossimo dicembre in cambio di un aiuto concreto per gli ammalati della nostra regione.

Nanci, provocatoriamente, propone al presidente del Consiglio “per guadagnarsi il mio voto e quello dei calabresi”, tre punti basilari: di sospendere da subito il piano di rientro sanitario a cui la regione è sottoposta da ormai ben sette anni; di rimuovere il commissario ad acta preposto all’attuazione del piano di rientro e di modificare il metodo di riparto dei fondi sanitari alle regioni non più basato sul calcolo della popolazione pesata ma sulla numerosità delle patologie e dei bisogni reali delle popolazioni".

"Le chiedo questo – scrive il medico - perché come il suo ministro della salute on. Lorenzin sa, e come sanno tutte le istituzioni interessate: Parlamento, Conferenza Stato-Regioni, Istat, commissario ad acta dott. Scura e il governatore della Calabria Oliverio; la Calabria ha tra i suoi due milioni circa di abitanti ben duecentomila malati cronici in più che non in altri due milioni di italiani. Da ciò ne consegue che la Calabria per curare questi malati in più ha dovuto, per forza di cose, spendere di più della media delle altre regioni d’Italia. Paradossalmente la Calabria con più malati ha ricevuto meno finanziamenti delle altre regioni perché il metodo del riparto dei fondi sanitari basato sul calcolo della popolazione pesata e dei costi standard la ha fortemente penalizzata".

"Con più malati cronici e meno finanziamenti - aggiunge nella nettera Nanci - il cosiddetto “sforamento” è stata una necessità e se a ciò si aggiunge che questa situazione della sanità calabrese dura fin dal 1999 si capisce bene il grave danno che hanno subito i malati calabresi e in genere del sud Italia, anche per come ha denunciato, con un drammatico documento, la Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri) appena il 10 Luglio 2016. La risposta dei governi, compreso il suo, è stata l’imposizione del piano di rientro e il commissariamento che hanno imposto ulteriori risparmi sui già insufficienti fondi alla sanità con la conseguenza che i calabresi sono in testa nella graduatoria degli italiani che evitano di curarsi per problemi economici”.

“Un malato cronico che non si cura – cotinua la missiva - peggiora e si complica a tal punto che poi per curarsi deve andare nei centri di eccellenza (del nord) con la conseguenza di far esplodere la spesa sanitaria fuori regione. Infatti la Calabria spende ogni anno ben 300 milioni di euro circa per spese sanitarie fuori regione, cosa che aggrava il presunto “sforamento” con ulteriore aggravio dei sacrifici imposti dal piano di rientro. Alla luce di quanto scritto, e visto che l’art. 32 della Costituzione, “tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” è stato di fatto cambiato, anche del suo governo, che mantenendo piano di rientro, commissario e sottofinanziamento ha di fatto impedito ai calabresi di essere uguali a tutti gli altri italiani difronte alla salute.

Nanchi chiede dunque a Renzi “di ripristinare anche per i calabresi i dettami del succitato articolo costituzionale chiudendo con il piano di rientro, il commissariamento e finanziando finalmente la sanità calabrese in base alla numerosità dei malati. Costituzione è una (art. 32 sospeso), Costituzione è l’altra (referendum costituzionale), pari sono, solo che l’art. 32 per la Calabria è stato (da Lei) di fatto modificato d’imperio e senza referendum per cui se Lei ripristina i dettami dell’art. 32, per come sopra suggerito, i calabresi le daranno sicuramente una mano per approvare la sua riforma costituzionale, altrimenti i calabresi voteremo tutti no. Buon lavoro".