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Maxi operazione antidroga, 99 arresti. ‘Ndrangheta rifornita dagli albanesi

Calabria Cronaca

Novantanove arresti e 5 tonnellate di droga, tra cocaina, eroina, marijuana e hashish sequestrate. Sono i numeri dell’operazione Ring New condotta della Guardia di Finanza di Brescia che ha permesso di individuare e sgominare cinque presunte organizzazioni criminali con ramificazioni internazionali e che avrebbero rifornito di droga le cosche italiane.

L'indagine ha fatto luce su un gruppo albanese che aveva contatti con 'Ndrangheta, Camorra e Sacra corona unita. L’attività, coordinata dalla Procura del capoluogo lombardo, avrebbe così consentito di smantellare quattro diverse organizzazioni criminali e portato all’arresto di 84 soggetti (di cui due latitanti) e al sequestro di 117 kg di cocaina, 4.629 kg di marijuana, 90 kg di hashish, 850 grammi di eroina/morfina, 554 mila euro in contanti, 7 autoveicoli, 5 mezzi pesanti, due imbarcazioni e un camper.

L’indagine, partita nel febbraio del 2012, è stata condotta dallo Scico con il coordinamento della Direzione Centrale Servizi Antidroga. Si è iniziato dal monitoraggio dello spaccio nel centro storico di Brescia (racchiuso all’interno della circonvallazione nota come “ring”), e ha interessato molte regioni del territorio nazionale estendendosi in Grecia, Spagna, Olanda, Belgio e Bulgaria, e accertando la presunta contiguità tra la criminalità organizzata albanese e le quelle italiane.

Grazie al coordinamento giudiziario di Eurojust, si è potuto avviare parallelamente delle investigazioni in Belgio e Grecia, che hanno portato a importanti sequestri ed arresti anche in quelle nazioni. Le prime investigazioni, concentratesi sulla provincia bresciana, individuerebbero un’associazione criminale radicata sul luogo, in grado di importare ingenti partite di cocaina. I membri avuto rapporti costanti con connazionali di stanza a Milano e con associati negli affari.

Le investigazioni si sono poi concentrate su un’organizzazione transnazionale composta da albanesi e greci e in grado di fornire ogni mese a organizzazioni parallele, sparse in tutta la nazione, tonnellate di droga.

Tra i destinatari dello stupefacente vi sarebbero gruppi legati alle famiglie della Camorra, della Sacra corona unita e dunque della ‘ndrangheta. Le partite di cocaina e hashish provenienti da Spagna e Olanda viaggiavano su numerosi tir di proprietà del gruppo, che aveva costituito ad hoc delle società di trasporto in Belgio, Grecia e Bulgaria. L’introduzione della droga sarebbe avvenuta insieme a ordinari trasporti commerciali, nascosta tra prodotti ittici, frutta e verdura.

La marijuana, coltivata e proveniente dall’Albania, sarebbe arrivata invece sulle coste del sud Italia trasportata su natanti veloci o grandi pescherecci, per poi essere trasferita nelle altre regioni all’interno di grossi camper o mezzi pesanti che trasportavano agrumi.

A molti degli indagati e arrestati è stata contestata l’aggravante della transnazionalità, che prevede un aumento della pena da un terzo alla metà per i reati in relazione ai quali venga accertato il contributo di un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato.

Le misure restrittive sono in corso di esecuzione sia in Italia che all’estero. In particolare, hanno interessato le province di Brescia, Napoli, Verona e Ascoli Piceno, nonché, a seguito dell’emissione di quattro mandati di arresto europeo e in collaborazione con le autorità europee, il Belgio, la Grecia e l’Albania.

Le indagini svolte in seno all’operazione “Ring New” hanno dato origine a due importanti e ulteriori operazioni antidroga, condotte sempre dai militari di Brescia, che hanno portato a numerosi arresti e sequestri di sostanze stupefacenti: la prima trasferita a Catanzaro per competenza territoriale (l’Operazione “Gentleman”); la seconda instaurata presso la Procura della Repubblica di Brescia (l’Operazione “Come Back”).

(ultimo aggiornamento 12:23)