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Canile di Donnici, Fnc: nessun addetto al lavoro nel giorno delle adozioni

Cosenza Attualità

"Siamo rimasti alquanto basiti nel venire a conoscenze di situazioni a dir poco ‘strane’. Perché per noi, e crediamo anche voi, riteniamo poco edificante che in un canile comunale di un capoluogo di provincia, l’addetto alle adozione delle bestiole non sia presente sul posto di lavoro nel giorno stabilito per le adozioni".

Esordisce così in una nota Rosanna Vigna di Fronte Nazionale Cosenza che, inoltre, ha voluto esprimere il proprio plauso all’AIC (Adottami in Calabria) che si interessa dell’adozione degli animaletti domestici ospiti del canile di Donnici ed ha portato questo caso alla ribalta.

“Ricordiamo ai cosentini che – prosegue Vigna - il suddetto canile è stato inaugurato il 14 febbraio del 2012 alla presenza dell’allora ministro Clini e della parlamentare Michela Vittoria Brambilla, di cui è notorio l’interessamento e l’amore che nutre per gli animali. Un evento che ha avuto, per come è giusto che sia, grande risalto su tutta la stampa locale. La lotta al randagismo e il miglioramento delle condizioni di vita dei cani ricoverati nella struttura di accoglienza del Comune – aggiunge - sono stati accolti molto favorevolmente dai cosentini. Si disse allora che la struttura di Donnici avrebbe avuto innanzitutto l’obiettivo di facilitare l’affido degli amici a quattro zampe alle cure dei cittadini che ne avessero fatto richiesta”.

La rappresentante di Fnc ricorda che allora “Fu stabilito che nelle giornate di giovedì, chi avesse avuto la volontà di adottare un cane o un gatto, si sarebbe potuto recare a fare visita al canile per espletare le formalità di affidamento. Ma è dal mese di agosto che si stanno verificando enormi difficoltà, agli gli utenti, per il disbrigo burocratico delle pratiche necessarie alle adozioni. Infatti lo scorso giovedì, alcuni cittadini interessati ad un affidamento, non hanno trovato nessun addetto a tale compito”.

Dell’addetto a tale mansione – sostiene - non c’era traccia e c’è voluto l’intervento dei carabinieri per ‘accalappiarne’ uno e farlo arrivare sul posto di lavoro. Un furbetto del cartellino o un impiegato ‘male impiegato’? Possibile che alle belle parole gli amministratori non facciano mai seguire i fatti? Come si spiega che i cittadini che si recano al canile per l’adozione vengano ostacolati nel loro nobile proposito? E pensare che dovrebbe essere anche interesse del Comune favorire l’adozione o forse per qualcuno è meglio se le adozioni siano ridotte al lumicino?”

“Ed allora – si domanda infine Vigna - se così non è, e non abbiamo ragione per dubitarne, non sarebbe cosa giusta che dalla Casa Comunale parta una campagna di sensibilizzazione verso i cosentini per trovare una famiglia agli ex randagi ospiti del canile? Fido t'affido vada avanti… impiegato permettendo!".