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Sgarbi lancia un post e si scatena la bufera. Associazioni: frasi omofobe, se ne vada

Calabria Attualità

"Il vomitevole post (su twitter, ndr) di Vittorio Sgarbi 'un finocchio in Calabria è come un marinaio in montagna' non meriterebbe certo alcun commento se non fosse che il suo ruolo pubblico nella nostra città impone una reazione. Non è la prima volta che Sgarbi rivela esplicitamente, con il solito fare assolutamente provocatorio, la propria inaccettabile e vergognosa omofobia”.

Reazione dura quella delle associazioni Arcigay Eos Cosenza, Cosenza in Comune, Cpoa Rialzo, Radio Ciroma, Otra Vez fair Cafe, Cooperativa r-accogliere, Rifondazione Comunista Cosenza, Usb Cosenza che in una nota sostengono che quanto scritto da Sgarbi sia “un modo schifoso di esprimere un concetto altrettanto schifoso, in linea con il peggio di una pessima mentalità reazionaria, discriminatoria, lesiva dei diritti e della dignità delle persone. Dichiarazioni – sostengono ancora - frutto di una cultura patriarcale, machista e sessista che allarga le fila dell'intolleranza nel paese dei tre passi in dietro, come dimostrato nei giorni passati dal ministro Lorenzin e il fertilityday".

Le associazione, poi, ci vanno giù ancora più pesante ribadendo che “sia l’ora che questo signore (Sgarbi, ndr) faccia le valigie ed abbandoni Cosenza per sempre. Siamo certi – dicono - che la stragrande maggioranza di chi ha votato Occhiuto come sindaco, così come la quasi totalità dei cosentini, disapprovi anzi senta ripugnanza verso lo squallore di tali dichiarazioni e di chi le esprime”.

Il Sindaco di Cosenza, che i firmatari della nota considerano “già colpevole per aver dato una funzione importante dell’Amministrazione della città a Sgarbi, ha davanti a sé due scelte possibili: o il complice silenzio, che significa naturalmente la condivisione di quanto detto dal suo assessore, oppure la più decisa e forte presa di distanza, che comporta il ritiro della delega improvvidamente assegnata a questo losco figuro. Occhiuto non ha alternative: la cultura e la coscienza democratica di questa città lo impongono".