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Il Pci non si fa imbavagliare: “D’Agostino dimettiti”

Calabria Politica

"Noi non ci facciamo intimidire e non ci facciamo mettere il bavaglio da nessuno. Sulla vicenda scandalosa che riguarda Francesco D’agostino annunciamo fin d’ora che non faremo calare il silenzio e la questione non finirà nel dimenticatoio". E' quanto scrive il coordinamento regionale del Pci.

"Dopo la farsa della giunta per elezioni del Consiglio Regionale - continua la nota - che, come previsto, ha proposto la convalida dell’elezione dello stesso, gli avvocati de di Francesco D'Agostino comunicato inquietante che punta a impedire la libertà di parola, di pensiero e di informazione sulla gravissima vicenda che riguarda il loro assistito.

Ricordiamo i fatti. La Direzione Distrettuale Antimafia e la Procura della Repubblica di Reggio Calabria nel mese di luglio hanno portato avanti un’importantissima operazione contro la ‘ndrangheta della piana di Gioia Tauro denominata “Alchemia”.

Nell’ambito di questa operazione Francesco D’Agostino, in atto Vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, risulta indagato per il reato di intestazione fittizia di beni, aggravata dall'avere agevolato la 'ndrangheta. Per lo stesso indagato la Procura dispone la perquisizione della casa e dell’ufficio e ne chiede l’arresto al GIP.

Dalle carte dell’Ordinanza della Magistratura Francesco D’Agostino risulterebbe “in passato essere stato oggetto di attenzione da parte della Stazione dei carabinieri di Cittanova in quanto indicato quale uomo di fiducia del clan mafioso Raso-Albanese”. Inoltre, secondo gli inquirenti, lo stesso D’Agostino sarebbe “solito accompagnarsi con pregiudicati inseriti nel clan e della Piana di Gioia Tauro”.

Inoltre, in sede di conferenza stampa, il Procuratore Aggiunto Gaetano Paci ha testualmente affermato che la posizione di D’Agostino è "quella di un soggetto che, sia pure non attinto direttamente da misura cautelare, è certamente coinvolto nel contesto delle relazioni instaurate dal Giovinazzo, persona particolarmente abile e spregiudicata nell'intessere rapporti a 360 gradi secondo un criterio di utilità e di convenienza. Un altro soggetto anch'egli attinto da misura, facente parte dell'entourage politico amministrativo regionale, Iero Giuseppe, rientra a pieno titolo tra quelle pedine, se così possiamo definirle, di cui la famiglia si è avvalsa per realizzare i propri interessi tutte le volte che occorresse. Anche quella di D'Agostino è una posizione che rientra in questo contesto".

In qualsiasi regione o paese civile, chiunque avesse ricoperto cariche pubbliche, di fronte ad accuse così gravi ed infamanti, si sarebbe dimesso o sarebbe stato costretto alle dimissioni.

Invece, nulla di tutto questo. Anzi, con viva preoccupazione e con grande indignazione, registriamo l’assordante e vergognoso silenzio del PD, del presidente della regione Oliverio, del segretario regionale Magorno e di ogni altro esponente politico-istituzionale (deputati, senatori, consiglieri regionali, sindaci, ecc. ecc.) in merito al grave coinvolgimento nell’inchiesta “Alchemia” del Vice Presidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco D’Agostino.

Peraltro, sempre in Calabria circa un anno fa, l’allora Presidente del consiglio regionale della Calabria Tonino Scalzo rassegnò le dimissioni, in quanto indagato in un’inchiesta della Magistratura che, fra l’altro, non riguardava reati di ‘ndrangheta .

Pertanto, non comprendiamo come sia possibile che, oggi, il PD nei fatti difenda D’Agostino, coprendolo nella giunta per le elezioni e sperando che la pesantissima vicenda cada nel dimenticatoio.

Questo indecente, unanime silenzio che la dice lunga su quale sia la sensibilità del PD sul tema della legalità, impone alla parte sana e pulita della Calabria di far sentire la propria voce di protesta e di indignazione.

Per quanto ci riguarda noi comunisti continueremo a denunciare con forza e determinazione la gravissima e anomala situazione in cui versa il Consiglio Regionale della Calabria e continueremo a chiedere senza sosta: D’Agostino dimettiti!".