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Regione, dal primo agosto la riorganizzazione della dirigenza

Calabria Attualità

La Giunta regionale ha portato avanti il processo di riorganizzazione della burocrazia dell’Ente. Come si ricorderà, la settimana erano stati individuati i dirigenti cui assegnare i settori sulla base delle domande presentate all’interpello: quelli interni al dipartimento sono già stati nominati con decreto degli stessi Dirigenti generali.

Quelli esterni ai dipartimenti, invece, sono stati assegnati oggi dalla Giunta he anche provveduto all’assegnazione d’ufficio per i settori per i quali non sono state presentate domande o per i funzionari non altrimenti collocati.

La Giunta ha deciso di stabilire che dal prossimo primo di agosto sarà avviata la nuova organizzazione, con l’attribuzione delle competenze ai nuovi settori (125 contro i 164 della precedente struttura ed articolata in settori e servizi) ed ai relativi dirigenti. Da quella data, quindi, 56 dirigenti regionali, pari a circa il 46% degli interessati, andranno a lavorare in un Dipartimento diverso da quello dove lavorano ora. E gran parte di quelli che restano nello stesso Dipartimento saranno impiegati su materie differenti da finora trattate, nei limiti utili ad assicurare, comunque, la continuità dell’azione amministrativa.

In questo modo, ad esempio, nel Dipartimento “Presidenza” cinque degli otto settori saranno diretti da dirigenti provenienti da altri Dipartimenti; al “Personale” saranno cinque su nove; alla “Programmazione” quattro su sette; ai “Lavori pubblici”, dipartimento più tecnico, cinque su quindici; all’”Agricoltura” ancora cinque su dodici; alla “Sua” due su tre.

Tutti i dirigenti sono assegnati ad un settore per il quale hanno fatto domanda in sede di interpello, tranne diciotto assegnati in settori diversi da quelli richiesti, e fra questi, per ovvi motivi, anche qualche dirigente generale.

Per comprendere questo dato, occorre, però, considerare che per ben dieci settori (tre al Dipartimento Sviluppo Economico e Lavoro, due ad Ambiente e Territorio ed uno ciascuno per i Dipartimenti Agricoltura, Personale, Programmazione, Sanità, Lavori Pubblici) nessun dirigente ha presentato domanda in sede di interpello e che per nove settori (dei quali quattro al Dipartimento Bilancio, due ciascuno alla Sanità e all’Ambiente, ed uno ai Lavori Pubblici) è stata presentata una sola domanda. Viceversa, i settori più richiesti sono stati quasi tutti quelli del Dipartimento “Turismo”, con ben trenta domande presentate per il settore dei Beni culturali.

Per legge la nomina a Dirigente generale comporta il collocamento in aspettativa del dirigente interessato; viceversa, allo stato, i nove funzionari regionali che hanno la reggenza dei Dipartimenti o delle strutture equiparate (Sua e Audit), poiché reggenti, e dunque non definitivi, non devono essere collocati in aspettativa e mantengono anche la titolarità di un singolo settore. Ciò vuol dire che quando sarà effettuata la nomina definitiva dei Dg risulteranno privi di dirigenti titolari almeno nove settori.

Inoltre, occorre considerare che da oggi a fine anno dovrebbero essere collocati in quiescenza, per risoluzione consensuale anticipata o per il maturare del massimo di anzianità contributiva, almeno sei dirigenti. Ciò considerando, nei prossimi mesi potranno riassegnati almeno quindici settori oggi formalmente affidati ai Dg reggenti o che andranno in pensione (il primo dei quali cesserà di lavorare il prossimo primo settembre).

Al contempo, nel prossimo periodo, secondo il calendario definito fin da dicembre dell’anno scorso, la Giunta porrà mano alle Unità operative temporanee la cui titolarità è affidata ai dirigenti provenienti dalle Province, e non è stata revocata dalla riorganizzazione, superando definitivamente lo stato di temporaneità e costruendo una migliore integrazione nell’assetto dipartimentale ed un ottimale distribuzione di prossimità sul territorio.

Anche per queste ragioni è stato affidato al Dipartimento “Personale” il compito di effettuare una ricognizione puntuale dei dipendenti regionali che prestano attività al di fuori della sede della Cittadella. L’obiettivo è sempre lo stesso: una Regione normale in grado di offrire servizi adeguati nell’interesse dei cittadini e che per questo chiama i propri dirigenti ad una grande sfida di innovazione, credibilità e responsabilità.