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Giochi: Antimafia, cosche attive su gestione apparecchi

Calabria Cronaca

"Le condotte criminali finalizzate nel settore dei giochi sono particolarmente attive nella gestione degli apparecchi". Lo dice la Relazione sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito ed illecito della commissione Antimafia approvata oggi. Condotte che "sono principalmente rivolte: ad attivare apparecchi clandestini, mai censiti; ad interrompere i flussi di comunicazione, concernenti i dati di gioco, dalle "macchinette" al sistema di elaborazione del concessionario (per determinati periodi la macchinetta funziona ma non trasmette i dati perchè il collegamento è interrotto); ad intervenire direttamente sul sistema telematico, attraverso la installazione di congegni destinati ad interferire nel collegamento telematico tra l'apparecchio e la concessionaria, al fine di modificare il flusso di dati e sottrarre alla tassazione la maggior parte dei ricavi prodotti dall'uso degli apparecchi; ad alterare le "macchinette" previste dall'articolo 110 comma 7 (i videogiochi)".

"Attraverso tali meccanismi la criminalità si appropria sia degli importi che dovrebbero essere corrisposti a titolo di imposta (PREU), sia dell'aggio del concessionario che è anch'esso proporzionale al volume delle giocate. Gli apparecchi - spiegano i commissari nella Relazione - vengono anche alterati nel sistema di gioco, abbassando significativamente il payout, e dunque le probabilità di vincita del giocatore. Tutte le condotte descritte sono purtroppo diffusissime e di non agevole accertamento: la manomissione dell'apparecchio può essere accertata solo intervenendo sulla singola macchina e sottoponendola a verifica, attività lunga e dispendiosa. A tale riguardo è emersa da alcune audizioni svolte dal Comitato, dal sopralluogo effettuato presso la sede operativa dell'ADM e dalla documentazione lasciata dagli auditi, l'esigenza di prevedere maggiori forme di controllo, nonchè di disporre di personale altamente qualificato nell'esecuzione dei controlli sul campo o da remoto, anche in considerazione del livello "tecnologicamente avanzato" delle organizzazioni criminali infiltrate nel settore. È stata pure segnalata la necessità di valorizzare la filiera del gioco attraverso la raccolta, il monitoraggio e la diffusione di dati puntuali e corretti, anche attraverso una forte presenza di informatizzazione ed innovazione, di contenuti professionali ed imprenditoriali provenienti dalle persone impiegate nel comparto".

"L'espansione del gioco d'azzardo legale fa da battistrada a quello illegale e lo potenzia. Anche a seguito dell'allarme sociale dovuto alla presenza mafiosa, vengono proposte e regolamentate via via nuove forme di gioco legale (ivi compresi, di recente, i casinò on line) che ingrossano la platea dei giocatori, parte dei quali però vengono successivamente attratti da offerte illegali similari, apparentemente più allettanti. Inoltre, i perdenti cadono non di rado preda dei cosiddetti cambisti e dello strozzinaggio". Questi soggetti "assai spesso vivono nelle province più povere e appartengono alla fasce economicamente più disagiate, sicchè intaccano in modo grave lo scarso reddito di cui dispongono. Usando come termine di paragone le giocate al Lotto e al Superenalotto - si legge nella Relazione -, viene così stimato un importo in nero di 8,6 miliardi di euro. Ciò sulla base di una ipotizzata e non implausibile correlazione tra un'apparente minore propensione al gioco con le AWP e le VTL in certe province e l'indice di presenza mafiosa (IPM): nelle aree di forte radicamento dei sodalizi criminali si avrebbe comunque una gran quantità di gioco d'azzardo, ma in nero, anche nella postazioni "legali", sfuggendo così alle rilevazioni ufficiali".

Per i commissari "Le mafie, evidentemente, vedono nel gioco un business altamente redditizio. Ciò sia perchè esso consente il riciclaggio, ma anche in sè e per sè. Ed è effettivamente possibile che la crescita delle giocate legali sia andata di pari passo con l'incremento degli introiti dei boss, nonostante le due cose possano sembrare, a prima vista, tra loro in contrasto. Infatti, data una certa "domanda di gioco" totale, se una quantità sempre maggiore di questa va ai prodotti legali, le giocate illegali, e all'interno di queste quelle gestite dai mafiosi, dovrebbero corrispondentemente diminuire. Finora presumibilmente non è stato così, per almeno due ordini di ragioni. In primo luogo, la "domanda di gioco" ha evidenziato un potenziale di crescita. In secondo luogo, i guadagni delle mafie si annidano nelle falle e negli interstizi del sistema: manomissioni, segnali e connessioni che saltano, anomalie cui corrispondono interventi di controllo blandi o non tempestivi, transazioni che avvengono nell'ombra, pagamenti anonimi, e così via".

Barriere all'ingresso, revisione dell'apparato sanzionatorio penale ed amministrativo e Rafforzamento delle misure antiriciclaggio attraverso la tracciabilità delle vincite al gioco. Sono le misure contro l'infiltrazione della mafia nei giochi proposte nella relazione sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito ed illecito della commissione Antimafia approvata oggi, sul contrasto. Per la commissione, "relativamente ai legami, purtroppo manifesti, tra gioco legale e criminalità, possiamo ragionevolmente sostenere di essere in presenza di un quadro di progressiva emersione di consistenti avvenimenti di attività dedite a pratiche di illegalità; si tratta, nello specifico, di organizzazioni mafiose che, operando nell'illegalità, sono state in grado di trarre ragguardevoli benefici economici.

Tuttavia - si spiega nella Relazione -, grazie ad una seria e puntuale attività di controllo e repressione da parte dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e delle forze dell'ordine, le autorità hanno concorso, in maniera determinante, ad individuare e a regolarizzare, attraverso azioni puntuali quali recuperi di imposte, denunce e sequestri penali, unitamente a misure di carattere cautelare. Si tratta quindi, di un'attività encomiabile e fondamentale nella sostanza, ma che tuttavia, sotto la minaccia costante di una sistema di poteri mafiosi sempre più interessato agli ingenti profitti che può ottenere sia dal gioco legale quanto da quello illegale, richiede un affinamento delle norme di prevenzione e contrasto e taluni interventi "di sistema".

Inoltre, la Commissione propone, "in una prospettiva più ampia, alcuni interventi di sistema finalizzati all'adozione di misure che assicurino un corretto equilibrio tra la capacità dei controlli che lo Stato è in grado di assicurare e l'ampiezza della rete dei punti di gioco da controllare, attese le difficoltà derivanti, oltre che dalla dimensione, dalla estrema polverizzazione dei punti di gioco che ne ostacola la rimuneratività dei controlli stessi. Occorre inoltre definire un assetto dei rapporti con le regioni e i comuni tale che sia lo Stato che il sistema delle autonomie contribuisca, ciascuno del proprio ruolo, ad accrescere il livello di legalità di tale comparto. Inoltre, in una prospettiva che auspica una riforma, e non un semplice riordino, dell'intero impianto dei giochi pubblici, si propone di rivedere gli assetti istituzionali del vigente il complessivo sistema di vigilanza e controllo del settore nonchè, nel quadro una più vasta politica di sicurezza delle infrastrutture critiche del Paese sul web (cosiddetto cyber crime), l'adozione di misure per garantire la sicurezza delle reti di gioco e delle scommesse". (AGI)