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Vatileaks: gli avvocati difensori chiedono assoluzioni per Chaouqui e Balda

Calabria Cronaca

Per la sentenza del processo Vatileaks bisognerà attendere il prossimo giovedì 7 di luglio. Lo fa sapere il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi, il quale ha ricordato che domani, mercoledì 6, sono previsti gli interventi di altri difensori e che continueranno nel pomeriggio dopodiché sarà la volta delle repliche e infine si giungerà in Camera di Consiglio.

L'avvocato Laura Sgrò, che difende Francesca Immacolata Chaouqui, ha chiesto l'assoluzione con la formula più ampia da tutti i capi di imputazione mentre l'avvocato Emanuela Bellardini, difensore di Vallejo Balda, ha chiesto in prima istanza l'assoluzione con formula piena da tutte le imputazioni; in subordine, poi, l'assoluzione dal reato di associazione a delinquere perché - secondo il legale - il fatto non sussiste, e ‘assoluzione per insufficienza di prove per quanto riguarda l’imputazione di divulgazione di documenti riservati in concorso. In alternativa, infine, per Balda il suo avvocato ha chiesto l'assoluzione dal reato di associazione a delinquere perché il fatto non sussiste e del minimo della pena, con attenuanti, per il reato di divulgazione di documenti riservati.

Per la Bellardini nel processo "non è stata provata l’associazione a delinquere". Per il reato di diffusione di documenti riservati, sempre a suo dire le, “carte finite nei libri di Nuzzi e Fittipaldi erano in gran parte già state pubblicate da alcuni quotidiani". Il legale di Balda ha poi sottolineato che il suo assistito ha ammesso di aver consegnato documenti, ha collaborato con la giustizia e di non essersi “mai tirato indietro".

Circa il rapporto tra il monsignore e la Choauqui, sempre secondo l’avvocato, si sarebbe trattato di "soggezione individuale. Il sacerdote - ha detto - era ossessionato dal rischio che si rivelassero particolari della sua vita privata".

In merito poi al messaggino nel quale la pr calabrese ha scritto al prelato spagnolo: "ascoltami bene, verme: conti meno di zero", per il legale un tale messaggio esclude l'esistenza di un'associazione a delinquere. Per l’avvocato Sgrò, invece, la sua cliente è stata massacrata dalla stampa, nonostante non abbia commesso, a suo dire, reati.