In questa nuova edizione di CN24 tutte le copertine, come la prima pagina e le pagine delle province, si aggiornano automaticamente mostrando le nuove notizie. Inoltre, le categorie come Cronaca, Attualità ecc. sono riordinate in base agli articoli che leggi più spesso.

Il percorso etnico degli Italo-Albanesi in una Cartella del Mibact di Pierfranco Bruni

Calabria Attualità
Pierfranco Bruni

Una Cartella sulla Cultura degli Italo – Albanesi nel Regno di Napoli. “La Cultura Arbereshe. La memoria I Luoghi Le voci I segni nel cuore del Mediterraneo”. È il tema della Cartella realizzata da Pierfranco Bruni, Responsabile Progetto Etnie del Mibact e Micol Bruni, storica delle minoranze etno-linguistiche, che rientra nelle ricerche relative al rapporto tra Minoranze e Cultura del Mediterraneo.

Un lavoro che ha impegnato anni di ricerca e di studi con approfondimenti sulle comunità di lingua Italo – Albanese ma anche di paesi che hanno perso la lingua oltre che il rito. La Cartella pone come modello rappresentativo la Mostra sugli Italo – Albanesi del Mibact, che è stata ed è itinerante: dalla Calabria, Biblioteca Nazionale di Cosenza, a Roma, Biblioteca Casanatense, a Strasburgo, Istituto di Cultura Italiano, a molte comunità Italo – Albanesi.

“Il lavoro ora in cartella, sottolinea Pierfranco Bruni, è un percorso costituito da pannelli che raccontano, in sintesi, la storia, la letteratura, l’arte, la musica e la tradizione degli Arbereshe, ovvero Italo – Albanesi in Italia. Infatti delinea, in un racconto pannellare, un itinerario attraverso i codici della storia (grazie anche a tasselli sui personaggi importanti che hanno caratterizzato il mondo italo – albanese) e quelli della tradizione in un articolato disegno che attraversa la civiltà di un popolo.”

“Tutto il lavoro rientra, afferma Pierfranco Bruni, in un Progetto che riguarda la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, letterario delle Minoranze etnico – linguistiche in Italia, al quale lavora il Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo – Direzione Generale per i beni librari e gli istituti culturali”.

Un Progetto, coordinato dal dott. Pierfranco Bruni, Archeologo – Direttore dello stesso Ministero, che punta a sottolineare l’importanza del patrimonio culturale di comunità che hanno una ricchezza non solo sul piano linguistico ma anche storico.

Un Progetto che si è avvalso di una ricerca che ha stabilito un dialogo tra cultura e appartenenza, tra linguaggi e territorio., tra realtà geografiche e modelli culturali proveniente dalle identità dei Balcani.

“Gli Italo – Albanesi, evidenzia Pierfranco Bruni, sono presenti in sette Regioni dell’Italia e sono estesi in dodici Province. Il percorso che si è voluto tracciare attraverso i luoghi, la memoria, i segni, le voci è un attraversare la cultura Arbereshe grazie ad alcuni aspetti che vengono raggruppati in sezioni. Un itinerario piuttosto didattico che cerca di porre all’attenzione la realtà geografica, la storia, l’arte, la letteratura, l’antropologia, la musica di una civiltà che costituisce, tuttora, un raccordo tra Oriente ed Occidente”.

“Sono stati realizzati, cesella Pierfranco Bruni, dei tracciati storici ad incastro. Per questo si trovano, come in una griglia di un mosaico, scrittori, paesi, luoghi, elementi artistici e letterari. Uno sviluppo a rete della ricerca perché l’obiettivo, in fondo, era quello di insistere sul tema dell’identità in una dimensione eterogenea e vasta come proposta problematica”.

“Il filo, ancora Pierfranco Bruni a spiegare le motivazioni, che unisce è quello del patrimonio culturale dell’etnia italo – albanese. Un filo che lega i vari punti nella riflessione che questa civiltà è un bene culturale che va chiaramente tutelato e conservato ma anche valorizzato e partecipato nelle sue varie componenti. Dalla storia ai luoghi, dalla letteratura alle biblioteche, dalle riviste al rapporto tra le diverse culture. Un penetrare, di volta in volta, realtà che alla fine si amalgamano da sole. Ciò che maggiormente si è cercato di fare è stato quello di proporre delle tesi non perdendo di vista mai il legame con la storia, la realtà, i documenti”.