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D’Acri sull’economia calabrese

Calabria Attualità

Ogni rapporto sui dati economici, soprattutto se approfondito come quello presentato all’assemblea regionale degli industriali, può e deve avere una duplice importanza; quella di una conoscenza della realtà attraverso i numeri che – a dispetto di ogni interpretazione – hanno il loro indiscutibile ed oggettivo significato e quella di un vero e proprio monito indirizzato a chi, per ruolo, funzioni e competenze, ha il dovere di governare ed agire”. È quanto sostiene Mauro D’Acri.

“Nello specifico vorrei sottolineare come il rapporto presentato a Catanzaro focalizza bene la realtà attuale, il percorso di crescita e le potenzialità di sviluppo del settore agricolo e del comparto agroalimentare regionale; l’agricoltura calabrese registra il segno positivo per quanto riguarda l’occupazione (+1,3%) ed incide significativamente sul totale delle esportazioni calabresi che, comunque, sono per dimensioni ancora troppo poche nel contesto di un paese che ha proprio nell’export un suo elemento distintivo e dinamico. Cosa dobbiamo fare, allora, per sostenere queste tendenze positive in atto?

“Certamente il Piano di Sviluppo Rurale cosi come elaborato ed in via di attuazione va nella direzione giusta, alcune scelte di fondo consentiranno infatti di rendere ulteriormente solide quelle aziende che sono già protagoniste ma permetteranno la crescita dimensionale e la cooperazione di tante piccole e medie aziende che oggi producono qualità ma che hanno numeri troppo piccoli e sono deficitarie sotto il profilo della capacità di commercializzazione. Ma la vera chiave interpretativa del rapporto di Unindustria e dei numeri illustrati riguarda il profilo della consapevolezza, occorre infatti rendersi conto sempre di più che nel sistema economico calabrese l’agricoltura è un player determinante e decisivo; la giunta regionale ed il Presidente Oliverio in particolare stanno muovendosi in questa direzione. E’ un bene per il sistema agricolo ed è un bene per le prospettive di sviluppo della Calabria.

“Ma questa consapevolezza deve essere – passatemi l’espressione – “istituzionalizzata e diffusa”; tutti i luoghi della decisione politica – provincie, comuni, organismi sovra comunali – dovrebbero avere come costante punto di riferimento le potenzialità agricole dei loro territori. È importante avere a disposizione strategie e fondi come quelli previsti dal Piano di Sviluppo Rurale ma è altrettanto decisivo che le azioni di governo territoriale siano orientate a sostenere le occasioni di sviluppo agricolo; perché di una cosa possiamo essere assolutamente certi e cioè che il sistema agricolo sta compiendo straordinari passi in avanti ma se tutti insieme, come opportunamente evidenziato dagli industriali calabresi, remiamo nella stessa direzione l’agricoltura è ora in grado di correre.

“Certamente c’è bisogno di risorse, di programmi, di progetti e strategie ma c’è bisogno soprattutto di una generale e condivisa fiducia nelle nostre possibilità; molte cose, è vero, dipendono dalla politica ma tutto dipende da noi e dalle capacità che avremo nell’immaginare e costruire insieme una Calabria diversa”.