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Viminale, Calabria primeggia nel narcotraffico

Calabria Cronaca
Il Palazzo del Viminale

Cala il traffico di hashish e marijuana mentre galoppa quello delle nuove droghe sintetiche che fa registare un +161% per le sostanze in polvere.

La fotografia è della Direzione centrale per i servizi antidroga del ministero dell'Interno che ha pubblicato la Relazione annuale 2015 in cui si traccia il bilancio delle attività e dei risultati conseguiti dalle forze di polizia italiane nell'azione di contrasto al traffico illecito delle sostanze stupefacenti.

Il dato nazionale relativo ai sequestri di droga, fatta eccezione per le droghe di origine sintetica, mostra, almeno apparentemente, un sensibile decremento nei volumi (-45,59%) in gran parte dovuti ad una riduzione dei sequestri dei derivati della cannabis e di eroina.

Tale risultato considerato l'esame dell'andamento decennale, che colloca tra le 30 e le 40 tonnellate la quantità di stupefacente annualmente sottoposto a sequestro, mostra, a conferma dell'impegno delle forze di polizia nel perseguire il narcotraffico, un dato ancora molto al di sopra della media con oltre 84 tonnella di droga sottratte al mercato clandestino di consumo negli ultimi 12 mesi. Anche con riferimento ai due valori che si presentano decrescenti, -40,06% di hashish e -73,95% di marijuana, l'esame della serie decennale fa rilevare volumi, nel primo caso, tre volte superiori e, nel secondo, in linea se non maggiori, alla media del periodo.

Tale andamento, secondo gli analisti della Dcsa, va ricercata, per un verso, in una fase di riorganizzazione del traffico dell'hashish nel bacino del Mediterraneo, che, dopo i rilevanti successi del dispositivo aeronavale di contrasto (circa 174 tonnella nel triennio 2013 - 2015), sta probabilmente diversificando le rotte d'importazione e, per l'altro, nella flessione delle importazioni di marijuana dalla Regione balcanica dovuta all'intensificarsi dell'azione repressiva svolta dalle forze di polizia albanesi nella lotta a questo tipo di droga.

Non sembra, invece, accusare flessioni il traffico della cocaina (+4%) e, ancor più, quello delle droghe sintetiche che, segna nel 2015 una decisa impennata, sia con riferimento ai quantitativi in polvere (+161,73%) che al numero delle dosi (+175,53%). Si tratta di volumi non elevatissimi in termini assoluti ma che denotano una recrudescenza del fenomeno, ormai ben radicato nel cosiddetto "territorio virtuale" rappresentato dalla rete Internet, tanto nella sua dimensione "open" che nell'area oscura (deep web), dove l'azione di contrasto svolta dalle forze di polizia, dopo una fase di ricognizione delle potenzialità operative dei cyber trafficanti, sta operando sempre più proficuamente.

Il numero di operazioni di polizia per il contrasto del traffico e lo spaccio della droga si è mantenuto sostanzialmente invariato rispetto all'anno precedente. E' proseguito il trend decrescente complessivo nelle denunce all'autorità giudiziaria e negli arresti che, iniziato già nel 2014, ha segnato uno scarto negativo del -7,35%.

Il dato relativo agli stranieri coinvolti nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti, pur rappresentando circa un terzo di tutti i denunciati, non solo non e' cresciuto ma, in prosecuzione con l'andamento del quinquennio precedente, ha registrato un piccolo decremento (-5%) rispetto all'anno precedente, collocandosi al di sotto della media decennale. Con oltre il 94% dei sequestri di droga, resta la frontiera marittima, pur in presenza dell'accennata flessione nei sequestri in mare, il luogo dove si consuma il confronto più aspro con i trafficanti di droga, che continuano a differenziare le rotte di importazione, utilizzando il continente africano quale luogo di stoccaggio e transito sia della cocaina di provenienza sudamericana che dell'eroina prodotta e raffinata in Afghanistan.

"In questa prospettiva - sottolinea il Viminale - l'affinamento delle strategie di contrasto del narcotraffico perpetrato per via marittima è un obiettivo irrinunciabile, perche' consente di aggredire sempre più efficacemente il fenomeno in una fase antecedente all'ingresso dei carichi di droga nel territorio dello Stato e alla loro parcellizzazione nelle piazze di spaccio dei paesi di approdo nonche' di predisporre una difesa 'avanzata' degli ambiti territoriali nazionali e dell'intera Unione Europea flagellati dal fenomeno del consumo della droga, colpendo le organizzazioni criminali nei loro vitali assetti logistici".

Un'ulteriore evoluzione del traffico colta nel 2015 è quella che vede affiancarsi ai vettori marittimi velivoli leggeri ed ultraleggeri che, sfruttando piste di decollo clandestine realizzate al di la' dell'Adriatico, trasportano dall'Albania al nostro Paese ragguardevoli quantitativi di cannabis. "Se tale metodologia potra' davvero assumere rilievo nel contesto delle illecite importazioni di stupefacente verso il territorio nazionale -commentano gli esperti della Dcsa - lo dirà il tempo e l'azione di monitoraggio prontamente attivata dalle forze di polizia".

L'esame del narcotraffico nella sua dimensione associativa rivela, anche per il 2015, il ruolo egemone della 'ndrangheta calabrese, che si conferma leader nella commercializzazione, a livello mondiale, della cocaina, seguita dalla Camorra e dalla criminalita' organizzata pugliese, pienamente operativa nello smercio delle sostanze stupefacenti importate dall'Albania. A queste devono aggiungersi le compagini criminali marocchine ormai in grado di gestire, in condizioni di monopolio pressochè esclusivo, il traffico di hashish proveniente dal Nordafrica attraverso le capillari reti di distribuzione attive sul territorio dello Stato.

"Per contrastare sempre più efficacemente la minaccia del crimine organizzato - rileva la Dcsa - è necessario sviluppare nuove capacità investigative e di analisi atte ad individuare i flussi finanziari che supportano il narcotraffico e i suoi enormi profitti, soprattutto laddove tali enormi disponibilità sono reimmesse nei circuiti dell'economia legale o vengono destinate ad alimentare altrettanto destabilizzanti fattori di crisi, come il terrorismo internazionale e la corruzione" Sul piano dello sviluppo dei rapporti internazionali, il 2015 "verrà anche ricordato per la lunga e delicata fase di negoziazione dell'Outcome Document approvato nel corso della Sessione Speciale sulle droghe dell'Assemblea delle Nazioni Unite (Ungass 2016) che si è tenuta quest'anno a New York.

La Direzione Centrale, attraverso i suoi rappresentanti - si legge in un comunicato - ha partecipato attivamente all'elaborazione del citato Documento Finale, in cui è fissata la strategia antidroga a livello mondiale dei prossimi anni, ribadendo, sia a Vienna, nell'ambito delle Nazioni Unite, che a Bruxelles, in sede Comunitaria, l'incomprimibile necessità che, anche in futuro, la lotta alla droga avvenga in un contesto nel quale siano sempre salvaguardati la tutela dei diritti umani, il diritto alla salute e quello alla sicurezza delle persone e degli Stati". (Agi)