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Presunto ‘boss’ della droga ritenuto vicino alla ‘ndrangheta, sequestrati i beni

Calabria Cronaca

Gli agenti della polizia anticrimine e della scientifica di Torino hanno eseguito un sequestro preventivo di beni a carico di Alessandro Albanese, 37enne pluripregiudicato, nato a Cantù e attualmente ai domiciliari. L’uomo è considerato vicino alle cosche della ‘ndrangheta elemento che, secondo gli inquirenti, gli avrebbe permesso di assumere un ruolo di spicco nel mantenimento dei contatti con i narcos colombiani e costruirsi, negli anni, una rete di spaccio, collegando la sua terra d’origine con il versante nord occidentale della Penisola.

Albanese era stato già coinvolto nell’operazione denominata Vangelo (del 2002) e gli investigatori sarebbero tornati ad attenzionarlo nel 2007 quando fu trovato in possesso di ingenti quantitativi di stupefacenti e di migliaia di euro in contanti. Arrestato e condannato per quell’episodio, qualche anno dopo, nel 2013, la polizia lo beccò di nuovo con altri stupefacenti. In sede processuale sarebbero stati evidenziati i suoi presunti rapporti con i trafficanti colombiani, definiti i commissionisti”.

Ingente è il patrimonio sequestrato oggi - affidato a prestanome e famigliari ma che sarebbe sotto la sua disponibilità - il cui valore ammonta a 250 mila euro e composto da un ampio appartamento di 5 vani, con cantina e posto auto coperto; un bar in una posizione strategica nei pressi di un noto mercato rionale di Torino, attrezzato di slot machines; cinque rapporti bancari comprensivi di conti correnti e depositi; due rapporti postali; un’autovettura e una moto di grossa cilindrata.