CCIAA di Crotone e Vibo Valentia su accorpamento delle Camere di commercio

Vibo Valentia Attualità

"Con deliberazioni n. 5 del 25.02.2015 e nr. 8 del 17 marzo 2015 del Commissario Straordinario della Camera di commercio di Crotone e nr. 5 del 10 marzo 2015 e nr. 9 del 31 marzo 2015 del Consiglio della Camera di commercio di Vibo Valentia, le predette Camere di Commercio da noi rappresentate, hanno prestato l’adesione all’accorpamento volontario subordinato ad una serie di condizioni che si ricordano: creare un modello di aggregazione in grado di evitare l’accentramento di attività in una unica sede operativa onde compromettere la qualità delle prestazioni e la soddisfazione delle imprese; mantenere prossimi alle utenze tutti i servizi e le funzioni – attuali e future – proprie degli enti camerali; ridurre gli oneri potenziali per le imprese derivanti dall’allontanamento dei servizi, considerata la particolare morfologia regionale e le carenze croniche infrastrutturali che rendono complessi anche gli spostamenti minori; quote di rappresentanza nel Consiglio nella Giunta non solo per settore economico ma anche per territorio al fine di garantire la rappresentatività territoriale in un’ottica di perequazione dei fabbisogni di sviluppo, prossimità dei servizi alle imprese". E' quanto scrivono i presidenti della Camere di commercio di Crotone e Vibo, Pugliese e Lico.

"In tale contesto - continua la nota - e sulla scorta di tali premesse il Ministero dello Sviluppo Economico con proprio Decreto del 6 agosto 2015, nominava il Dr. Maurizio Ferrara “Commissario ad acta con il compito di adottare, tenuto conto dei dati pubblicati dal Ministero e delle proposte contenute nelle deliberazioni di cui in premessa, la norma statutaria di composizione del nuovo Consiglio ai sensi dell’art. 10 della L. 580/93 e smi, e di avviare le procedure di costituzione del Consiglio della nuova Camera di commercio di Catanzaro Crotone e Vibo Valentia ……”

Trattandosi di accorpamento volontario, in assenza di appositi provvedimenti legislativi sulla materia, i contenuti e le prescrizione delle delibere di accorpamento vincolano sia le Camere di commercio accorpande che il Commissario ad acta nominato dal Ministero.

Diversamente da ciò, con Determinazione del Commissario ad acta nr. 1 del 21 settembre 2015, il Dr. Ferrara avviava le procedure per la composizione del nuovo Consiglio della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia senza tener conto dei contenuti prescrittivi delle delibere di accorpamento volontario delle Camere di commercio.

Le Camere di commercio di Crotone e Vibo Valentia provvedevano a segnalare al Ministero ed al Commissario l’illegittimità di tale procedura.

A seguito di corrispondenze tra il Ministero, il Commissario ad acta e le Camere di Commercio, il Dr. Ferrara, sottoscriva digitalmente accordo intercorso in data 11.11.2015 con i presidenti delle accorpande Camere di commercio che testualmente recita ”Il Commissario ad acta Maurizio Ferrara conviene sull'opportunità di attendere la pubblicazione del nuovo decreto attuativo di cui alla L.124/15 e per l'effetto, salvo successive imperative direttive Ministeriali, con la sottoscrizione del presente atto si impegna a non dar seguito alle procedure per la costituzione del Consiglio della nuova Camera di Commercio, sospendendo l’attuazione della determinazione n.1 del 21.9.15, in attesa di verificare se i decreti attuativi della L.124/15, consentano di determinare e riportare nelle norma statutaria dei criteri che garantiscano la rappresentatività territoriale in seno al Consiglio da formare per la neo istituita Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia”.

Successivamente nel 2016 ed in risposta ad una richiesta di informazioni sullo stato dell’arte da parte del Ministero dello Sviluppo Economico il Dr. Ferrara, anzicchè rappresentare i termini del suddetto accordo, chiedeva invece parere al MISE sulla possibilità “ di procedere in tempi molto brevi all’adozione della determinazione di approvazione e conseguente pubblicazione dell’avviso che dia formale avvio alle procedure di costituzione del nuovo consiglio, pur senza la condivisione delle Camere interessate che pongono come condizione essenziale dell’accorpamento la definizione delle rappresentanze dei diversi territori in consiglio”.

Giova ricordare che la definizione della rappresentanza dei diversi territori, oltre che essere condizione essenziale dell’accorpamento volontario per come deliberato dalle Camere di commercio accorpande, rappresenta soprattutto la volontà del Parlamento della Repubblica Italiana che con la legge nr. 124 del 07.08.2015 all’art. 10 espressamente conferisce al Governo delega di procedere, tra l’altro, ad una rivisitazione del sistema camerale, con conseguente riduzione dei componenti dei Consigli delle CCIAA previa “individuazione di criteri che garantiscano, in caso di accorpamento, la rappresentanza equilibrata negli organi camerali delle basi associative delle Camere di commercio accorpate, favorendo il mantenimento dei servizi sul territorio con introduzione di una disciplina transitoria che tenga conto degli accorpamenti già deliberati alla data dell’entrata in vigore della presente legge”.

Riteniamo che a tale indirizzo del Parlamento debbano uniformarsi tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nelle procedure di accorpamento.

Invece, il Commissario ad Acta con propria determinazione n. 2 del 31 marzo u.s. e con la conseguente pubblicazione dell’avviso in data 7 aprile u.s., ha dato avvio alle procedure di costituzione del Consiglio della nuova Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, senza tenere in alcun conto -così come in quella precedente del 21.09.2015 poi sospesa- sia della rappresentanza equilibrata negli organi camerali, sia del mantenimento dei servizi sul territorio e sia delle altre condizioni previste nelle delibere di accorpamento di cui in premessa.

Le medesime deliberazioni dei Consigli Camerali sopra richiamati, ribadiamo, segnalano espressamente l’esigenza di garantire che il modello di aggregazione ponderi adeguatamente:

a) le quote di rappresentanza nel Consiglio e nella Giunta non solo per settore economico ma anche per territorio al fine di garantire la rappresentatività territoriale in un’ottica di perequazione dei fabbisogni di sviluppo;

b) gli schemi obbligatori di programmazione in bilancio della spesa per interventi economici tali da assicurare che la spesa venga allocata effettivamente nei diversi ambiti territoriali che sono stati aggregati. La verifica dell’allocazione della spesa sui diversi territori risponde all’esigenza di mantenere come obiettivo istituzionale della nuova Camera aggregata lo sviluppo equo dei sub-sistemi economici locali in un’ottica di coesione economica generale;

c) la prossimità dei servizi alle imprese.

Tali condizioni, ad oggi disattese, costituiscono presupposti indispensabili ed imprescindibili della procedura di accorpamento, in mancanza dei quali viene meno il requisito della volontarietà.

Proprio per tale ragione appaiono sconcertanti le dichiarazioni del Commissario ad Acta Dr. Maurizio Ferrara nel corso della Conferenza Stampa tenuta il 7 aprile u.s. nella sede della Camera di Commercio di Catanzaro, nonché nelle interviste di seguito rilasciate, il cui link, per una visione integrale, qui di seguito si riporta: “ http://www.catanzaroinforma.it/tvinforma86079/Al-via-I-iter-di-fusione-delle-Camere-di-Commercio.html#.Vway9RqSDQw.facebook ”.

In tale intervista il Commissario ad acta inopinatamente sostiene tra l’altro, sia di non ritenere necessario il mantenimento delle sedi di Crotone e Vibo Valentia, sia non richiesto, si lascia andare a censurabili considerazioni sulla gestione delle Camere di commercio di Crotone e Vibo Valentia che oltre a non essere veritiere, non sono consentite ad un soggetto che dovrebbe essere terzo ma che è chiaramente di parte.

Il Commissario Ferrara, nella medesima intervista in particolare ha parlato chiaramente di “investimenti non troppo limpidi” relativamente alla Camera di Commercio di Crotone, circostanza totalmente censurabile ancorché infondata.

Riteniamo necessario sottolineare alcuni aspetti sostanziali che, se non ben considerati o se disattesi, potrebbero essere fuorvianti rispetto alla regolare gestione della stessa procedura.

Sarebbe necessario che il Dr. Ferrara, pur rivestendo entrambe le funzioni, non confondesse il ruolo di Commissario ad Acta con quello di Segretario Generale della Camera di Commercio di Catanzaro, posizione quest’ultima che invece sembra prevalere penalizzando la sua funzione di soggetto terzo che deve invece garantire, nell’ambito dei suoi compiti, equidistanza ed imparzialità rispetto alle singole camere di commercio interessate alla procedura.

L’art. 4 del relativo decreto di nomina del Ministero dello Sviluppo Economico attribuisce infatti al Commissario ad Acta, l’esclusivo compito “ di adottare, tenuto conto dei dati pubblicati dal Ministero e delle proposte contenute nelle deliberazioni di cui in premessa (ovvero delle singole Camere di Commercio ndr) la norma statutaria di composizione del nuovo consiglio ai sensi dell’art. 10 L. 580/93 e smi, di avviare le procedure di costituzione del consiglio della nuova Camera di Commercio CZ, Kr, e VV ” nonché di richiedere in tempo utile la designazione dei componenti della nuova Camera.

Altri non sono i suoi compiti.

Ciò implica che, in qualità di Commissario ad Acta, debba astenersi da ogni considerazione e valutazione sia sulla futura organizzazione della nuova Camera di Commercio, sia sullo stato e sull’attività gestionale di ogni singola Camera, sia sulla composizione del nuovo consiglio oltrepassando il ruolo di cui è investito ed entrando, di fatto, in questioni politiche che non lo riguardano.

Purtroppo si è dovuto rilevare che ciò non è avvenuto ne nel corso del tempo ne tantomeno nel corso della suddetta Conferenza Stampa e nelle relative interviste laddove il dr. Ferrara sembra parlare unicamente da Segretario Generale della Camera di Commercio di Catanzaro, invece che da Commissario ad acta, laddove pone in netta contrapposizione la Camera di Commercio di Catanzaro rispetto alle altre due, contravvenendo ad un suo preciso dovere di imparzialità anche e soprattutto quando testualmente afferma, rispetto all’accorpamento, “ Io spero che Catanzaro riesca alla fine a non perderci”.

Una valutazione chiaramente di parte, certamente inopportuna, che non può che preoccupare perché pronunciata dal dr. Ferrara in evidente conflitto di interesse.

Nella procedura di accorpamento tutti i territori devono avere pari dignità di tutela e rappresentanza, criteri che chiediamo fortemente vengano rispettati in tutte le fasi della procedura. In riferimento a ciò, abbiamo e manteniamo una ferma posizione, che non è, a differenza di quanto sostiene erroneamente il dr. Ferrara, ostruzionismo o mancanza di volontà ad attivarsi rispetto al processo di accorpamento, ma azione vigile e responsabile a tutela degli interessi delle imprese e delle aspettative dei nostri territori che non devono assolutamente essere ulteriormente penalizzate, così come è necessario che nello specifico non venga disperso quanto di positivo e di efficace le Camere di Commercio di Crotone e Vibo Valentia hanno realizzato con segni evidenti e tangibili, positivi e costruttivi, sul territorio di riferimento, con il conseguimento, peraltro, di notevoli riconoscimenti nazionali ed internazionali per la qualità dei servizi resi.

Alla luce dei comportamenti tenuti, delle dichiarazioni rilasciate alla stampa, e in considerazione dei provvedimenti finora adottati, riteniamo che il Dr. Maurizio Ferrara non fornisca le garanzie di imparzialità e di equidistanza necessarie per svolgere ulteriormente i compiti assegnati con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 6 agosto 2015.

Di conseguenza chiediamo: l’annullamento della procedura attivata con Determinazione del Commissario ad Acta n. 2 del 31 marzo u.s. e dell’Avviso pubblicato il 7 aprile scorso; la revoca della nomina a Commissario ad Acta del Dr. Maurizio Ferrara; la nomina di un organo di commissariamento per l’avvio delle procedure di accorpamento volontario della Camere di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, che rappresenti le ragioni e gli interessi di tutte le Camere di commercio, dei territori e delle associazioni accorpande e non solo quelle di Catanzaro.

Segnaliamo, infine - conclude la nota - che ci pervengono forti sollecitazioni dalle associazioni, dalle imprese e dai territori rappresentati dalle scriventi Camere di commercio, di difendere le prerogative e gli interessi delle imprese, delle associazioni e dei territori in tutte le forme legittimamente consentite".