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Coisp, corsi antiterrorismo per la Polizia sono insufficienti

Calabria Attualità

"La lotta al terrorismo in Italia è affidata ad un corso di aggiornamento professionale di qualche ora con cui il Ministero dell'Interno sta aggiornando il personale di polizia. Si tratta di un vero e proprio paradosso".

A il sostenerlo il segretario regionale del Coisp Calabria, Giuseppe Brugnano, in relazione al corso di aggiornamento a cui è stato sottoposto il personale della polizia di Stato di Catanzaro, così come quello di tutte le altre Questure d'Italia, comprese le specialità della polizia di Stato.

"In questi giorni - sottolinea il segretario del Sindacato indipendente di polizia - alcuni componenti della polizia di Catanzaro hanno partecipato al corso di aggiornamento professionale antiterrorismo: mezza giornata dedicata alla teoria e altra mezza giornata, il giorno successivo, per la pratica, ma solo per alcuni dei partecipanti. Sono state poche ore di ripasso di alcune nozioni basilari, senza nulla di concreto".

"L'impressione - ha spiegato Brugnano - è che il Ministro Alfano possa avere immaginato di passare il cerino in mano ai poliziotti, avendo fornito loro, ufficialmente, un corso antiterrorismo che, in realtà, non ha insegnato alcunchè. Gli istruttori, come nel caso di Catanzaro, hanno dimostrato ampia professionalità, ma tutto è stato ridotto ad un impatto mediatico, come dimostrato dal Ministro Alfano in alcune trasmissioni televisive, riferendo di una formazione antecedente durante la quale erano state illustrate alcune slides".

"Siamo preoccupati - aggiunge Brugnano - perché la lotta al terrorismo passa da una serie di interventi e di azioni, ma le Forze dell'ordine non hanno ne' il personale ne' i mezzi per affrontare emergenze simili. Speriamo almeno che la tragicomica formazione a cui siamo stati sottoposti non serva per pulire le coscienze dei vertici dell'apparato di sicurezza, perchè l'utilità di questi corsi - ha sostenuto il segretario del Coisp - è pari a zero. La polizia resta in seria difficoltà, dall'utilizzo delle armi in dotazioni, al contesto di guerra che è quello del terrorismo, catapultando i poliziotti in uno scenario che è assolutamente diverso dalle boutade mediatiche presentate dal Dipartimento".