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Droga, ogni anno gli europei spendono 24 miliardi di euro

Calabria Attualità

Secondo il rapporto annuale 2016 stilato dall'Europol, il mercato della droga varrebbe "almeno 24 milliardi l'anno". Inoltre dalla relazione emergono tre grandi temi. In primis i “legami più forti tra il traffico di droga e altre forme di criminalità: i gruppi della criminalità organizzata coinvolti nel mercato degli stupefacenti diversificano l’offerta di droga, partecipano ad altre forme di criminalità, incluso il terrorismo, stringono alleanze al di là delle frontiere etniche e geografiche e traggono profitto da competenze specialistiche”.

In secondo luogo viene rilevata “un’accelerazione del ritmo dei cambiamenti nel mercato degli stupefacenti dovuta alla globalizzazione e alle nuove tecnologie: i gruppi criminali sono pronti a sfruttare le opportunità offerte da un accesso più facile all’informazione, da internet e dalla crescita del commercio internazionale”.

Terzo elemento: “la concentrazione geografica dei gruppi specializzati in reati connessi alla droga. La produzione e il traffico di stupefacenti sono concentrati in determinate aree geografiche, sia in Europa che nel resto del mondo. Presentando il rapporto sul mercato delle droghe nell'Unione europea, Rob Wainwright, direttore di Europol, sottolinea che "la cooperazione transfrontaliera delle forze di sicurezza è essenziale per ridurre l'ampiezza e l'impatto" del fenomeno.

Il mercato europeo della droga vale "almeno 24 miliardi di euro l'anno" in Europa e non solo è una delle attività più redditizie del crimine organizzato ma "può andare a finanziare il traffico di esseri umani ed il terrorismo e minare gli sforzi per lo sviluppo internazionale", ha aggiunto il Commissario per gli affari interni, Dimitris Avramopoulos.

Secondo Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, alla luce di numeri così alti, sul consumo di sostanze stupefacenti non è semplice ipotizzare soluzioni rapide ed efficaci che riducano in maniera drastica i consumi di droghe. È essenziale, quindi, una cooperazione transfrontaliera delle autorità di contrasto per ridurne la portata e l’impatto, obiettivo che può essere conseguito ricorrendo alle capacità operative uniche dell’Europol e degli altri strumenti dell’Unione.