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Trentini fedeli nel pagare le tasse, calabresi a più alto rischio d’evasione

Calabria Cronaca

Tra i tanti e tristi primati che vanta la Calabria in ogni dove, dal sociale all’economia, dallo sviluppo alla disoccupazione, mancava anche quest’ultimo. La nostra regione, secondo uno studio della Cgia di Mestre, è all’ultimo posto tra quelle considerate come zone ad alta “pericolosità fiscale”. La Calabria, in tal senso, si attesta - con un indice pari a 73,8 - dopo Molise (80,4), Campania (79,7) e Sicilia (78).

Il parametro, sempre secondo lo studio, calcola in pratica il grado di fedeltà fiscale, cioè la correttezza dei contribuenti nei confronti del Fisco: insomma dove i cittadini sono più onesti nel pagare le “gabelle”.

Facile intuire che in questa speciale classifica ai primi posti, per scrupolosità, si attestano le regioni del Nordest: i più ligi sono i residenti del Trentino Alto Adige, seguiti da quelli del Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Valle d'Aosta e Lombardia. Si difende bene anche il Centro Italia, con l’Umbria in testa. Male e rischiosità fiscale più elevata, invece, al Sud che si divide tra due aree: quella a “fedeltà medio-bassa” con Puglia, Basilicata e Lazio e una ad “alta pericolosità fiscale”, tra cui compare in fondo, come dicevamo, la nostra regione.

Per giungere a queste conclusioni, la Cgia ha messo a confronto i risultati venuti fuori dall'analisi di cinque indicatori relativi a ciascuna delle 20 regioni d'Italia: ovvero, l'incidenza dei redditi dichiarati sui consumi; la quota dei redditi dichiarati su quelli disponibili; il tasso di irregolarità degli occupati; la litigiosità fiscale e la stima della compliance degli studi di settore.

"Secondo le stime del Governo - afferma Paolo Zabeo, coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia - l'evasione di imposta presente in Italia si aggira attorno ai 90 miliardi di euro all'anno. Essendo pressoché impossibile ripartire in maniera puntuale a livello territoriale questo mancato gettito, sappiamo, dai dati del ministero dell'Economia, che al Sud il rapporto tra le imposte evase e il gettito potenziale è più elevato che nel resto del paese … e in alcuni casi sfiora il 60 per cento, ovvero 60 centesimi di gettito evaso per ogni euro regolarmente versato”.

“In linea teorica, comunque – rincara Zabeo - possiamo affermare che 20,9 milioni di cittadini residenti nel Mezzogiorno (Sardegna esclusa) presentano una rischiosità fiscale molto elevata, mentre il livello di pericolosità dei 39,9 milioni di abitanti del centronord è relativamente molto basso (Lazio escluso)".

Nella predisposizione dello studio, la Cgia non ha preso in considerazione le situazioni di criminalità, di disagio economico, di degrado ambientale, di disoccupazione presenti nel Paese e che solitamente alimentano l'evasione fiscale.

“Al Sud - rassicura però Renato Mason, Segretario della Cgia - ci sono dei segnali che ci consentono di affermare che è in atto una importante inversione di tendenza. Cosa che non succedeva da moltissimi anni. Sul fronte della diffusione del lavoro nero, ad esempio, tra il 2000 e il 2013 questa ripartizione territoriale ha segnato la contrazione del tasso di irregolarità degli occupati più elevata di tutte le altre. A dimostrazione che – conclude - anche nel Mezzogiorno ci sono dei segnali di legalità che vanno rafforzati, attraverso la crescita e l'occupazione per mezzo degli investimenti".