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Sanità. Oliverio rincara la dose: commissariamento ha aggravato la situazione

Calabria Salute

“La discussione sulla sanità che si è svolta … in Consiglio regionale è stata matura e responsabile.” E’ quanto sostiene il Presidente della Regione, Mario Oliverio, a commento del dibattito svoltosi il 31 marzo scorso nell’assise regionale ed interamente dedicata ai problemi della sanità in Calabria.

“Complessivamente” - aggiunge Oliverio - “c’è stato un apporto positivo da tutti i banchi del Consiglio. È la conferma della piena consapevolezza da parte di tutti, che il sistema sanitario calabrese vive una fase difficile e che la situazione non può più permanere in questo stato. Questo dato è la conseguenza di un lungo periodo di commissariamento che, negli ultimi sei anni, ha ulteriormente aggravato la situazione sanitaria nella nostra regione. Difronte a questa stato di cose, che ho già ampiamente rappresentato il 24 marzo scorso nella Conferenza dei Presidenti di Regione alla presenza del ministro Lorenzin, si pone l’esigenza di rivedere l’istituto del commissariamento, soprattutto se consideriamo che il sistema sanitario del nostro Paese è tra i più avanzati del mondo e che, in questo quadro, è sempre più profondo il divario tra le regioni commissariate e sottoposte a regime di piano di rientro e la restante parte del Paese. Recuperare anche queste regioni in difficoltà a standard sanitari avanzati di qualità significa, a partire dall’esperienza maturata in questi anni, definire nuovi strumenti che consentano di uscire fuori da tale impasse”.

“Se gli strumenti a disposizione della Lombardia rimangono gli stessi di quelli della Calabria, se le politiche relative al personale continuano a rimanere quelle che sono oggi, se per patologie importanti come oncologia, cardiologia, ecc. - dice ancora il governatore - i calabresi continuano ad essere costretti ad andare fuori dalla nostra regione per curarsi, è chiaro che non si uscirà mai da una spirale che è destinata ad aggravarsi ulteriormente. Per invertire il trend occorre, allora, migliorare i servizi relativi a queste patologie investendo sul personale sanitario e su nuove tecnologie, in modo tale da assicurare prestazioni di qualità. Bisogna avere la capacità, di portare questa riflessione a livello nazionale, e noi lo abbiamo già fatto. E’ necessario lavorare sapendo che il problema non può ridursi a scaramucce personali o ad una mancanza di dialogo, ma riguarda la natura stessa dell’istituto del commissario”.

“Con il governo nazionale, con il premier Renzi e con il Pd nazionale - prosegue il Presidente della Regione - abbiamo un rapporto di forte e strettissima collaborazione. La mia nomina nella Cabina di Regia è la conferma di ciò. Essa, infatti, non nasce sulla base della costruzione di maggioranze o minoranze all’interno della Conferenza dei Presidenti delle Regioni. La rete ospedaliera in Calabria, è stata definita dal commissario senza il preventivo coinvolgimento dei territori, delle forze sociali, degli operatori sociali e, men che meno, del Presidente della Regione che ha la rappresentanza democratica perché eletto direttamente dai cittadini, del Consiglio regionale e dei Direttori Generali delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere che sono preposti al governo della sanità sui territori”.

Per Oliverio, poi la seduta del Consiglio regionale di giovedì scorso “ha rappresentato, rispetto a questa situazione, un’inversione di rotta, l’inizio di un nuovo percorso riguardo al governo della sanità in Calabria. Il documento approvato a larghissima maggioranza, con soli due voti contrari, rappresenta una pietra miliare da cui partire per costruire questo nuovo percorso e per rinegoziare con il governo centrale i contenuti del Piano di Rientro in termini di flessibilità e investimenti. E’ un fatto importante - prosegue - a cui dovranno seguire altri momenti di confronto, di approfondimento e anche di coinvolgimento. Solo attraverso un coinvolgimento degli attori principali che agiscono sul territorio, dei protagonisti che sono soprattutto gli operatori sanitari, gli amministratori locali, le forze sociali e le comunità presenti sui territori riusciremo ad invertire la rotta”.

“In questi anni è stato il fatto che si è proceduto a tagli lineari, magari realizzando qualche risultato in termini di risparmio di risorse, ma non si è affrontato quello che è il ‘cuore’ del problema e che riguarda la riorganizzazione dei servizi. Si può e si deve tagliare, se necessario, per dare un’offerta migliore, ma – conclude OLiverio - i tagli devono servire a recuperare efficienza e qualità nelle prestazioni sanitarie. La discussione che si è svolta in Consiglio regionale rappresenta, quindi un fatto molto importante. Da questa bisogna partire per aprire un confronto serrato sia con il governo nazionale sia all’interno della nostra stessa regione. Da oggi in poi nulla sarà più come prima”.